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Prostruzione: Vendere l’Anima alla Propaganda

Prostruzione

Non è solo nel passato.
Sta ancora accadendo.
Più vivo che mai.

È un fenomeno molto diffuso, ma che riesce ancora a sorprendere per la sua continua capacità di sorpassare sempre nuove vette.

Di manifestarsi in mille modi differenti, pur rimanendo eternamente uguale a se stesso.

Di rivelare la qualità dell’individuo che, al di là di classe sociale ed averi, se ne rende protagonista.

La prostruzione. Inedita sintesi di prostrazione e prostituzione.

Perché qui non è in gioco solo il prostrarsi per un favore, un vantaggio o una grazia.

Qui si sconfina nella vendita dell’anima. Nella negazione, anzi nell’abiezione di ogni valore che non sia quello del denaro. E della tranquillità che ne consegue.

Per il mutuo. La rata. Quella non vita da schiavo che può continuare a scorrere come se niente fosse, confidando nell’oblio della memoria propria ed altrui.

Prostruzione. Il motto degli anni venti di questo secolo maledetto.

Per i politici, schiavi di poteri inconfessabili ed innominabili, di cui hanno rivelato essere neanche espressione, ma mera manifestazione.

Per i giudici di ogni ordine e grado, immobili anche di fronte alle peggiori nefandezze, che il popolo hanno tradito e il concetto stesso di giustizia calpestato.

Per le forze dell’ordine, che dietro una divisa, uno scudo e un manganello, hanno scelto di vessare chi dovevano, invece, tutelare ed appoggiare.

Per i giornalisti, che hanno asservito la loro penna alla propaganda più becera e meschina, diventando viscidi lettori di veline e vomitevoli adulatori degli scranni del potere.

Per i medici, che hanno ficcato Ippocrate nel cesso, e della paura hanno fatto la propria maestra, compagna, consigliera e meretrice, negando cure e cura proprio a chi più ne aveva bisogno.

Per gli insegnanti, che hanno dato il peggiore esempio di totale assenza di spirito critico, e hanno fatto a gara per condurre al macello quei ragazzi che invece erano stati loro affidati nel nobile intento di insegnargli cosa vuol dire crescere.

Per preti, suore e volontari laici, che hanno chiuso le porte delle chiese e umiliato così l’esempio di quel Dio che al contrario avrebbero dovuto seguire ed onorare.

Il fallimento. Qui, principalmente anche se non esclusivamente, sta il fallimento di ogni singola figura collegata al cosiddetto “vivere civile”.

Ben pochi, in ognuna, si sono distinti per aver alzato la testa, dissentito, rifiutato e combattuto.
A loro il plauso, la solidarietà, il riconoscimento con giusto orgoglio per il senso di condividere un medesimo sentire.

Per gli altri, per tutti gli altri, bravi esecutori degli ordini delle Istituzioni, idolatrati angeli in classi, aule, corsie, piazze e palazzi, lo sprezzo più veemente.

Perché, abiurando senza tema la loro vantata religione e facendosi scientemente beffa di ogni umana compassione, sono stati il metro, la misura ed il pilastro di questo regime abietto e criminale.

E non c’è redenzione alcuna senza pentimento manifesto.

Non c’è misericordia per la viltà del codardo.

Non c’è giustificazione per chi, nonostante l’evidenza del male fatto, insiste nella sua squallida ed ottusa prostruzione, anche tramite omissione, da laido e infame servo dei demoni oggi in azione.

Si Ringrazia La Nona Elica


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