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I misteri dell’Uomo: intervista ad Adriano Forgione (Parte 1)

Morris San ha intervistato Adriano Forgione il 3/11/2020.

Chi è Adriano Forgione?

Editore e Direttore di FENIX, misteri dell’Uomo e del Sacro (rivista mensile).

Da 25 anni si occupa di Misteri dell’Uomo viaggiando costantemente in tutti i luoghi misteriosi del mondo per studiare personalmente cercando conferme alle teorie sulla storia dell’Uomo e la Sapienza degli Antichi.

Il suo lavoro è quindi caratterizzato da un approccio sia umanistico che scientifico.

E’ stato ospitato in diverse trasmissioni televisive per le principali reti nazionali ed è stato relatore ai più importanti convegni italiani e internazionali.

Le domande poste ad Adriano Forgione durante l’intervista:

  • Quali sono gli aspetti dell’Antico Egitto che maggiormente prediligi e quali sono i suoi misteri principali?
  • Qual è la funzione dei complessi di Giza e della Sfinge? Sono davvero più antiche dell’Egitto Dinastico? Quale segreto ancora nascondono?
  • Esiste un Cristianesimo esoterico e una storia occulta del Cristianesimo che si può collegare a una linea di sapienza remota?
  • Quali sono le scoperte principali che hai fatto in relazione ad Atlantide e sulla presenza di un gruppo di civilizzatori primordiali intorno al mondo?
  • Proprio in relazione ai civilizzatori primordiali, sei stato tra i pochi ad aver visto con i tuoi occhi i crani allungati senza sutura sagittale conservati al Museo Archeologico di Malta ma non esposti al pubblico. Perché sono così speciali
  • Sempre durante un tuo viaggio di ricerca a Malta hai individuato un’opera ottocentesca che possiamo definire “eretica”. Eppure quest’opera, che raffigurerebbe una “Pentecoste” è in una chiesa. Puoi parlarcene?
  • Hai studiato i Cerchi nel Grano per molto tempo scrivendoci anche un libro. Che relazione ha questo fenomeno con le civiltà del passato?

Di seguito la seconda parte dell’intervista:

  • Accetto volentieri il tuo invito a commentare Morris. Allora, argomenti molto interessanti, l’autore è molto preparato. Purtroppo però dal punto di vista dell’ascoltatore è molto difficile seguire l’intervista senza ricavarne un grandissimo mal di testa. L’intervista non appare strutturata, ma sembra più un monologo di una persona che parla a ruota libera di qualsiasi argomento. In sostanza il risultato finale è un grande minestrone. Sarebbe bello se si potesse affrontare un argomento alla volta e se tu Morris facessi la parte dello spettatore cercando di fare seguire una logica alla narrazione e chiedessi maggiori spiegazioni su temi così esoterici. Non serve parlare di tutto lo scibile umano in una unica intervista.

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