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Intelligenza Artificiale e Musica:  Il futuro Beethoven sarà digitale 48
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Intelligenza Artificiale e Musica: Il futuro Beethoven sarà digitale

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’ Intelligenza Artificiale sta lentamente ed inesorabilmente sostituendo pezzo dopo pezzo, aspetti della nostra vita: Il nostro lavoro, le nostre abitazioni, il modo in cui viaggiamo, l’educazione dei nostri figli, ci sostituiscono e possono cambiare la nostra identità con un’altra (deepfake) . . . e tante altri aspetti sono toccati dallo sviluppo dell’Intelligenza Artificiale e dalla robotica. 

Non è finita qui, se l’uomo nel corso della storia ha saputo estendere la propria persona nell’arte, beh  . . .  vi informo che anche quell’aspetto sta per essere completamente ribaltato: Beethoven, Bach, Mozart? No, grazie, oggi abbiamo OpenAI

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Cos' è OpenAI?

OpenAI è un laboratorio di ricerca per automazioni, robotica e Intelligenza Artificiale, famoso in tutto il mondo. Ebbene, hanno creato un algoritmo capace di creare musica da sè, semplicemente fornendogli un ammontare di canzoni in precedenza. 

Non ha generi preferiti, dai Black Sabbath a Kate Perry, produce, canta e genera canzoni automaticamente e le modifica a seconda delle reazioni che raccoglie da chi lo ascolta. 

L’algoritmo che c’è dietro è chiamato Jukebox.

Dietro questo algoritmo c’è un “Neural Network”, un sistema di algoritmi che permette di riprodurre potenzialmente il comportamento della mente umana, riconoscendo relazioni ed interazioni che per noi esseri umani sembrano normali.

Ecco perchè tutte le tecnologie che si basano su questi algoritmi hanno bisogno di essere inondate di dati, di modo tale da tracciare il percorso migliore. Jukebox fà proprio questo, ricevendo dati per circa 1.2 milioni di canzoni, di tutti i generi e lingue. 

CLICCA QUI PER ASCOLTARE LA PLAYLIST INTERAMENTE CREATA DA UN ROBOT

Ma Jukebox non è l’unico cantautore digitale

L’ Intelligenza Artificiale in realtà è anche utilizzata in diversi contesti musicali, soprattutto nei videogiochi, dove, per evitare la creazione da zero di colonne sonore, le fanno direttamente creare dal gioco che si adatta a seconda delle azioni del giocatore, creando un’esperienza surreale.

La musica classica sembra essere la preferita

L’ Intelligenza Artificiale però, in particolare i “Neural Network” non riescono ancora ad essere pienamente efficienti nel produrre e cantare una canzone pop, hip-hop o rock. 

Questo perchè si hanno dei sistemi di note troppo complessi ed intricati che, sono anche, sembrerebbero suggerire troppo “umani” per poter essere raggiunti alla perfezione. 

Nonostante ciò, la musica classica sembra prestarsi meglio in quanto è basata su molta più matematica di quanto possiamo pensare, perciò è, per alcuni aspetti, più vicina alle capacità robotiche di un dispositivo tecnologico.

AVREMO, FORSE, UN BEETHOVEN ROBOTICO IN QUALCHE ANNO?
O FORSE ANCHE LA NOSTRA PREFERITA POP-STAR ?
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  • Ciao Morris,
    Il Beethoven artificiale quale hai citato come l’esempio, non è niente al confronto del potere subdolo che hanno i suoni prodotti dalla Neural network.
    Da Anni ’50 vanno avanti gli esperimenti sulla frequenza vibratoria umana.

    Il nostro essere è fatto dal corpo materiale, i corpi sottili /energetici e dall’ onda sonora unica e irripetibile per ogni individuo.
    Già il elettrosmog ci fa un danno grave, perché scombina parecchio il schema del nostro corpo energetico (sottile) e vibratorio, ora pare che siamo sottomessi anche al esperimento delle onde vibrazionali non udibili al orecchio umano, corrispondenti ad un tot di GHerz che ci fanno ammalare…
    Esiste una frequenza polmonare ad esempio…
    Quindi sotto vi riporto il link della musica prodotta da questo genere dell’intelligenza artificiale. Consiglio di non ascoltare tutta…

    https://soundcloud.com/user-275864738/viral-counterpoint-of-the-coronavirus-spike-protein-2019-ncov

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