Astronomia

La Luna, la tecnologia e le domande che nessuno vuole farsi 🚀

Ogni giorno Facebook mi propone foto e video dell’allunaggio del 1969. Coincidenze? No. Perché secondo la narrativa ufficiale “stiamo per tornare sulla Luna”.
Manca poco, dicono.
Alla fine sono passati “solo” quasi 60 anni.

Sessanta.

Eppure — strano — l’uomo non è ancora riuscito a rifare con la stessa “facilità disarmante” quello che — a quanto ci raccontano — faceva nel 1969–70: andare sulla Luna.

C’è chi dice che oggi costa troppo.
Chi dice che abbiamo altre priorità.
Chi dice che la tecnologia moderna è troppo complessa.
E poi c’è chi fa la battuta cattiva: da quando non c’è più Kubrick è difficile trovare un regista disposto a girare il sequel.

La verità? Nessuno te la dirà mai in modo diretto.
Ma qualche numero sì — quelli parlano.

Nel 1969 il computer di bordo dell’Apollo aveva:

  • potenza di calcolo inferiore a una calcolatrice moderna
  • memoria nell’ordine dei kilobyte
  • frequenze di clock nell’ordine dei kilohertz
  • software caricato a mano, filo per filo

Oggi — 2026:

  • uno smartphone ha milioni di volte la potenza di calcolo
  • processori a nanometri
  • simulazioni aerospaziali in tempo reale
  • motori a razzo con modellazione CFD avanzata
  • materiali compositi, ceramici, leghe leggere
  • intelligenza artificiale per navigazione e controllo
  • supercomputer che simulano intere missioni prima ancora di accendere un motore

Tradotto: la tecnologia attuale non è migliore — è astronomicamente superiore.

Eppure ci viene detto che tornare sulla Luna è complicato.

Ma attenzione: qui non è questione di credere o non credere.
Il problema vero è un altro.

La maggior parte delle persone discute queste cose dal divano.

Io invece sono andato di persona a vedere lo Space Shuttle, le capsule Apollo, le tute originali, gli strumenti dell’epoca allo science museum di Los Angeles. Non in foto. Dal vivo.

E quello che ho visto è questo:

  • lamiere sottili
  • rivetti e viti autofilettanti
  • strati di materiale che sembrano carta d’alluminio
  • componenti fragilissimi
  • abitacoli minuscoli
  • capsule sperimentali per animali costruite come scatole di latta
  • quadri comandi che oggi non useresti nemmeno su un trattore
  • tute spaziali che — viste da vicino — non useresti per una sciata invernale

Questa è la mia esperienza diretta.
Non un link. Non un post. Non un documentario.

Poi ognuno tragga le proprie conclusioni.

La domanda vera è sempre la stessa:

Parli per sentito dire — o perché hai visto con mano?

Ogni giorno leggo persone che criticano, attaccano, difendono, ridono, insultano.
Poi quando chiedo:
“Tu cosa hai fatto? Cosa hai visto? Dove sei stato?”

Risposta standard:
niente.

Condividi questo post con i tuoi amici lunaristi. E poi parliamone guardandoci negli occhi.

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