Riflessioni

Il futuro non premia chi chiede aiuto: premia chi ha il coraggio di cambiare!

Durante il periodo del Covid ho fatto una scelta precisa: aiutare. Senza telecamere, senza post celebrativi, senza raccontarlo in giro. Ho aiutato persone in difficoltà economica, famiglie bloccate, lavoratori senza entrate. Due anni di beneficenza concreta. Bonifici, sostegni diretti, spese pagate. Perché quando vedi qualcuno in difficoltà vera, non ti fai troppe domande: agisci.

Sai qual è stato il risultato?

Che il mese dopo molti tornavano a chiedere altri soldi.

E quello dopo ancora.

E quello dopo ancora.

Non tutti, sia chiaro. Ma abbastanza da farmi capire una cosa che pochi hanno il coraggio di dire: l’aiuto continuo, quando non è accompagnato da responsabilità e cambiamento, rischia di trasformarsi in dipendenza. Non è più solidarietà. Diventa abitudine. Peggio: diventa pretesa.

Ho visto persone che non cercavano una via d’uscita — cercavano un prossimo bonifico.

E lì ho cambiato approccio.

Oggi preferisco aiutare in modo diverso. Più diretto, più umano, più reale. Qui in Costa Rica, quando incontro persone che vivono per strada, intervengo sul momento. A qualcuno ho dato un lavoro. Vero. Opportunità concreta. Ad altri do 5 o 10 euro quando li incontro. Spesso compro un panino, una bibita, qualcosa che possa far sorridere un bambino. Un gesto semplice, immediato, senza burocrazia emotiva.

Aiuto, ma senza creare dipendenza.

Ho anche sostenuto recentemente persone che stanno affrontando terapie difficili per superare seri problemi di salute legati a effetti collaterali pesanti. Situazioni delicate. Ho dato un contributo economico senza fare domande, perché in certi momenti serve solo esserci.

Nemmeno un grazie.

Dopo un mese? Un altro messaggio: servono altri soldi.

Ed è qui che ho capito una verità scomoda: dare non basta. Dare male fa danni. Dare senza criterio rovina chi riceve e svuota chi offre.

Lo stile “Morris”, se vogliamo chiamarlo così, è questo: aiutare sì — ma aiutare chi vuole rialzarsi. Non chi vuole solo continuare a chiedere.

La vera solidarietà non è mantenere qualcuno fermo.
È metterlo nella condizione di camminare. Anche se costa più fatica. Anche se significa dire qualche no.

Io ho dato. Tanto. Ci sono centinaia di video di ringraziamento di chi ha ricevuto i bonifici da parte mia. 

Però adesso do in modo diverso.

L’ho fatto insegnando a “pescare” alle persone, invece di regalare il pesce.

Lo farò ancora il 9 Marzo 2026. Perchè in molti mi chiedete cosa succederà adesso che arriveranno l’intelligenza artificiale ed i robot. Perderemo tutti il lavoro?

Ho fatto preparare anche un questionario che ti dice se sei a rischio oppure no, lo trovi qui https://escidalmatrix.com/notizie-del-giorno/perderai-il-lavoro/

1 comment

Bartolomeo Alo’ 09/02/2026 at 20:00

Ave Fratello hai pienamente ragione io vedo gente che si piange a dosso e penso tra me e me cazzo come hai seminato raccogli e la legge della natura cazzo!!! Il piacere è bello quando ha un limite. Un abbraccio Fratello.

Scrivi un commento

Questo sito web utilizza Cookies per migliorare la tua esperienza. Se hai dubbi o domande riguardo la nostra privacy & cookies policy, visita la seguente pagina. Accetta Leggi più info