Riflessioni

L’illusione del voto: quando il “SÌ o NO” non conta davvero

L’illusione del diritto di voto raggiunge il suo apice quando un referendum, che dovrebbe essere lo strumento più diretto della democrazia, viene trasformato in qualcosa di incomprensibile per la maggior parte delle persone.

In teoria è semplice: una domanda, due risposte.

SÌ oppure NO.

Ma poi arriva la realtà.

La domanda è questa:

“Approvate il testo della legge di revisione degli artt. 87, decimo comma, 102, primo comma, 104, 105, 106, terzo comma, 107, primo comma, e 110 della Costituzione…?”

Già qui emergono subito almeno quattro problemi evidenti.

  • Primo: per capire la domanda dovresti conoscere tutti quegli articoli della Costituzione.
  • Secondo: dovresti averli anche compresi, e non è affatto scontato.
  • Terzo: dovresti sapere com’erano prima, per capire cosa cambia davvero.
  • Quarto: dovresti avere competenze giuridiche, perché la Costituzione italiana non è scritta per essere “semplice”.

E allora la domanda vera è:

chi può davvero rispondere con consapevolezza?

La verità è che quasi nessuno può farlo.

Eppure ti chiedono di scegliere.

Subito. Senza esitazioni.

SÌ o NO.

È la stessa dinamica delle tifoserie:

  • sinistra o destra,
  • Juve o Inter,
  • bianco o nero.

Non importa se hai capito davvero la questione.

Importa solo da che parte stai.

Questa è la tecnica più semplice della finta democrazia:

darti l’illusione della scelta su qualcosa che, nella pratica, ha un impatto minimo sulla tua vita quotidiana.

Perché allora non fanno domande davvero semplici?

Perché non chiedono:

Vogliamo comprare petrolio dalla russia ad un prezzo più basso?

Vogliamo uscire dall’europa?

Vogliamo tornare alla lira invece che l’euro?

Domande chiare. Dirette. Comprensibili da chiunque.

Domande dove il SÌ e il NO avrebbero un peso reale.

La risposta è semplice:

perché in quel caso il risultato dovrebbe essere applicato davvero.

E lì non si potrebbe più giocare con i commi, con gli articoli, con le interpretazioni.

Lì non si potrebbe più nascondere la decisione dietro un linguaggio tecnico.

E allora si preferisce un altro tipo di referendum:

complesso nella forma, limitato nella sostanza.

Un sistema che ti fa sentire partecipe,

ma che in realtà ti lascia ai margini delle decisioni che contano davvero.

E così continuate a votare.

Convinti di decidere.

Quando, spesso, stiamo solo scegliendo tra due opzioni che non cambiano nulla.

Questa è la vera illusione:

credere di avere il controllo, quando il gioco è già deciso altrove.

 

3 comments

Cardinale Spada 24/03/2026 at 11:49

Ragionamento chiaro e limpido, non fa una grinza.

Cristian Dessi 24/03/2026 at 14:50

E tutta una barzelletta, però con questo inganno sono riusciti a far votare il 60% e come sempre ile scimmie ci sono cascate.

Cardinale Spada 24/03/2026 at 15:12

Esatto.

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