Siria: uno sfacelo in mezzo a interessi di parte
Condividi37Benvenuti in questo nuovo Tg Speciale
Siria: uno sfacelo in mezzo a interessi di parte
Finiamo l’anno con una mia sintesi per voi, non sicuramente confortante di quanto sta succedendo in Siria e, allargando gli orizzonti, in Medio Oriente.
La situazione siriana attuale si articola attorno a una serie di dinamiche complesse e interconnesse, che riflettono una crisi multi-stratificata: eccovi per punti il mio riassunto esplicativo.
** Violenza e persecuzione delle minoranze
Il nuovo regime siriano, guidato dal gruppo jihadista Hay’at Tahrir al-Sham (HTS), è accusato di repressioni violente contro le minoranze religiose, come gli alawiti e i cristiani ortodossi. Sono riportati attacchi a santuari religiosi, persecuzioni etniche, rastrellamenti e umiliazioni pubbliche.
Le immagini diffuse relative alla distruzione del santuario alawita di Sayyid Abi Abdullah Al-Hussein bin Hamdan Al-Khusaibi e all’uccisione dei suoi custodi da parte dei miliziani di HTS hanno generato un’ondata di proteste a Qardaha e Homs, a cui il nuovo governo siriano ha risposto aprendo il fuoco. Si registrano diversi feriti e almeno una vittima. A Homs, il 25 dicembre, è stato imposto il coprifuoco.
In rete sono apparsi diversi video ritraenti uomini della minoranza religiosa calpestati dai miliziani o costretti a terra ad abbaiare.
Ma anche filmati di esecuzioni sommarie come quella di un povero alawita che viene ripreso – in un video atroce che vi risparmio e che gira in rete, anche se di difficile verificabilità – mentre uno dei jihadisti (definiti ultimamente come “pacifici” da alcune testate occidentali, e invece come “eterodiretti da Tel Aviv” da altre fonti) lo sgozzerebbe senza alcuna pietà.
La maggior parte delle notizie e delle immagini che attualmente filtrano dalla Siria sarebbe comunque veicolata da canali filoturchi.
Il fatto che tali azioni siano probabilmente da attribuire ai miliziani di HTS o a gruppi ribelli al di fuori del loro controllo (secondo l’Osservatorio siriano per i diritti umani, sono soldati stranieri del gruppo jihadista Ansar al-Tawhid), fa quindi comprendere che il paese, in mano a miliziani jihadisti tutt’altro che moderati, è tutt’altro che in pace.
Questi gravi atti, accompagnati anche dalla recente distruzione simbolica di oggetti religiosi come l’albero di Natale, hanno provocato proteste nelle città di Homs, Tartus e Latakia, dove la popolazione locale ha manifestato contro le violenze e l’instabilità, rispetto al passato. Proprio nelle città costiere di Tartus e Latakia, colpite a inizio mese da pesanti attacchi aerei israeliani.
** Interferenze esterne e frammentazione della sovranità. Gli invasori turchi e israeliani.
La Turchia gioca un ruolo chiave nel sostenere l’offensiva che ha portato alla caduta del regime di Assad, perseguendo al contempo un’espansione regionale con bombardamenti contro i curdi e le Forze Democratiche Siriane (SDF) nel Rojava (1) pur sostenuti da tempo dagli Americani. La resistenza curda e la presenza militare degli Stati Uniti rappresentano di fatto un ostacolo all’avanzata turca: proprio pochi giorni fa, risulta che gli americani abbiano dispiegato mezzi e uomini a Kobane, nel tentativo di congelare quello che è a tutti gli effetti un attacco annunciato da parte della Turchia.
E mentre quest’ultima viene di fatto citata dai media mainstream come la potenza con mire espansionistiche e con i piedi in diverse scarpe (si tratta di un paese NATO che vorrebbe far parte dei BRICS), gli stessi media complici, così come i politici europei, dimenticano e omettono le azioni illegali e distruttive dell’esercito aggressore inviato da Israele in Siria, con la consueta giustificazione, ormai ridicola, di doversi difendere da tutto e da tutti, uccidendo al contrario vittime innocenti, come sta facendo da tempo in Palestina e in Libano.
Con questa motivazione strumentale le forze militari israeliane hanno commesso, tra gli altri, due crimini ormai venuti alla luce:
- hanno conquistato le alture del Golan, di proprietà siriana, approfittando della caduta di Al-Asad, e violando ogni legge internazionale a livello di confini e rapporti tra nazioni. In più, oltre ad avere realizzato decine e decine di attacchi aerei anche sulla popolazione civile siriana (fonte Osservatorio siriano per i diritti umani) e oltre a distruggere segni di altre confessioni in loco, per esempio la famosa croce cristiana sul Monte Hermon, zona biblica della trasfigurazione di Cristo, stanno ampliando la zona di conquista e già pianificando di espandere i propri insediamenti nelle alture del Golan occupate, raddoppiando la popolazione nell’area, con un piano che prevede la creazione di un villaggio studentesco, un programma di sviluppo per integrare i nuovi residenti e iniziative per rafforzare il sistema educativo e le infrastrutture per le energie rinnovabili. Insomma un’invasione illegale sotto il silenzio complice e reo del mondo occidentale.
- hanno bombardato, come accennavo prima, le città costiere di Tartus e Latakia, distruggendo tutti i residui mezzi militari e navali del governo siriano di Al-Asad con la consueta giustificazione legata alla propria “autodifesa” e sicurezza, di non volere “vicini armati”. E per fare ciò, e questa è l’informazione sconvolgente che arriva da fonti britanniche, avrebbero bombardato Tartus il giorno 16 dicembre con bombe radioattive le cui radiazioni hanno poi raggiunto Cipro e la Turchia. E proprio a Cipro sarebbe stato rilevato un picco nei livelli di radioattività 16 ore dopo l’attacco israeliano, mentre l’esplosione a Tartous è stata talmente potente che si è pensato che il tutto fosse dovuto all’esplosione di magazzini. Nella realtà i rapporti occidentali avrebbero confermato che Israele ha utilizzato una bomba nucleare in miniatura, poiché le radiazioni hanno raggiunto aree a Cipro e nella costa della Turchia, mentre a Tartous, sono stati rilevati sedimenti sulla riva del mare e numerosi pesci morti nelle vicinanze del luogo.
** Ruolo della Russia e potenziali accordi geopolitici
La Russia, storicamente alleata di Assad, sembra ormai aver ridotto il suo coinvolgimento militare in Siria, anche alla luce del ritiro recente e pressoché precipitoso dei suoi soldati dalle basi siriane. Questa mossa potrebbe essere anche legata a un accordo sottobanco tra Trump e Putin, il quale (e parlo di quest’ultimo) potrebbe ottenere in cambio vantaggi strategici e accelerazioni nello stop alla guerra in Ucraina. Anche se l’uscita russa potrebbe aver lasciato spazio all’inasprirsi delle tensioni interne in una Siria ormai senza controllo.
** Complicità internazionale e interessi geopolitici
Gli Stati Uniti e l’Unione Europea risultano essersi avvantaggiate dalla caduta di Assad e i dubbiosi affermano infatti che non si tratti di mera combinazione, riducendo l’influenza dell’Asse della Resistenza antisionista (che include Iran, Siria e Hezbollah) e rallentando i flussi migratori verso l’Europa. La rimozione, a seguito del recente incontro, da parte di Washington della taglia di 10 milioni di dollari sul leader (in precedenza definito “terrorista “) di HTS, al-Jolani, da parte degli USA suggerisce un tacito accordo per aumentare la propria influenza nella regione, anche a costo di sostenere attori controversi e tutt’altro che moderati.
** Conflitto tra 2 membri della NATO e ambizioni regionali
Sul terreno siriano si confrontano, come accennato prima, anche due membri della NATO, Turchia e Stati Uniti, evidenziando una spaccatura tra gli obiettivi regionali e globali dell’Alleanza. Questo scontro alimenta una situazione di grande instabilità, aggravata dall’ingresso di nuovi attori e dall’incertezza legata agli sviluppi geopolitici globali.
La sintesi di questi eventi descrive un quadro senza molte speranze, nel quale la Siria rimane al centro di giochi di potere regionali e internazionali, con pesanti ripercussioni sulla innocente popolazione civile e sulle minoranze.
Al prossimo aggiornamento.
Anna
Note
(1) Rojava è il nome curdo per le regioni a maggioranza curda della Siria ed è ancora comunemente usato per descrivere la più ampia regione autonoma ufficialmente nota come Siria settentrionale e orientale (NE Syria). La regione è amministrata dall’Amministrazione autonoma della Siria settentrionale e orientale (AANES), la sua massima assemblea politica è il Consiglio democratico siriano (SDC) e la sua forza militare unificata è la Syrian Democratic Forces (SDF). E il tutto con l’appoggio e la presenza di forze USA.
Aiutatemi a diffondere questo articolo con il seguente link!
https://numero6.org/attualita/siria-uno-sfacelo-in-mezzo-a-interessi-di-parte/?aff=annaturletti





4 comments
Ciò che sta succedendo in queste zone non è solo fuori da ogni legge internazionale ma di ogni logica umana…….
Anna, grazie per le tue preziosi informazioni che non ie trovano sui giornali o nei mass media: sono rimasto colpito soprattutto dal fatto che Israele abbia usato una mini bomba nucleare le cui radiazioni si sono spinte sino a Cipro e alla Turchia, delle quali nessuno ha mai fatto cenno, fatto che dovrebbe portare subito davanti a un tribunale internazionale Netahyuhu e i suoi adepti per crimini di guerra
Ciao Marino, grazie di ❤️ e gentilmente aiutami a diffonderlo con il seguente link:
https://numero6.org/attualita/siria-uno-sfacelo-in-mezzo-a-interessi-di-parte/?aff=annaturletti
Un caro saluto e ci vediamo il prossimo anno…😉
Anna
E invece quel neta.. se la ride. Non ci sono parole. Non si può accettare, ma esiste il male ed è troppo forte.