Lo sapevi che è legittimo in Italia licenziarti per sostituirti con l’intelligenza artificiale?
Condividi10Molte persone pensano che l’intelligenza artificiale sia ancora una questione del futuro.
Che prima o poi cambierà il lavoro.
Che forse tra molti anni potrebbe creare problemi.
In realtà il cambiamento è già iniziato.
E adesso c’è anche una sentenza che lo conferma.
Il Tribunale di Roma, con la sentenza n. 9135 del 19 novembre 2025, ha stabilito che un licenziamento può essere legittimo anche quando una posizione viene eliminata perché alcune mansioni vengono svolte con il supporto dell’intelligenza artificiale.
La notizia è stata riportata anche dal Corriere della Sera.
Il caso: una graphic designer sostituita durante una riorganizzazione
La vicenda riguarda una graphic designer che lavorava per una società di cybersecurity.
L’azienda stava attraversando una fase di contrazione economica e ha deciso di avviare una riorganizzazione interna.
Durante questa riorganizzazione sono successe tre cose:
- alcune funzioni sono state accentrate
- sono stati introdotti nuovi strumenti tecnologici
- è stato utilizzato anche il supporto dell’intelligenza artificiale
A quel punto l’azienda ha deciso di sopprimere il ruolo della dipendente.
La lavoratrice ha impugnato il licenziamento.
Ma il tribunale ha dato ragione all’azienda.
Perché il tribunale ha ritenuto il licenziamento legittimo
La decisione si basa sui principi tradizionali del diritto del lavoro.
Perché un licenziamento per giustificato motivo oggettivo sia valido devono esserci tre elementi:
1️⃣ reali esigenze economiche o organizzative dell’azienda
2️⃣ un collegamento tra la riorganizzazione e la soppressione del posto di lavoro
3️⃣ l’impossibilità di ricollocare il lavoratore in un’altra posizione
Nel caso analizzato dal tribunale questi elementi erano presenti.
E quindi il licenziamento è stato considerato legittimo.
Il ruolo dell’intelligenza artificiale
La sentenza chiarisce un punto molto importante.
L’intelligenza artificiale non è una causa autonoma di licenziamento.
Ma può diventare uno degli strumenti che cambiano l’organizzazione del lavoro.
In altre parole:
se l’azienda riorganizza il lavoro e alcune mansioni vengono svolte da tecnologie più efficienti, una posizione può diventare superflua.
Il tribunale paragona l’intelligenza artificiale all’introduzione di nuovi software o sistemi gestionali.
Quando arrivano tecnologie che rendono il lavoro più efficiente, alcune funzioni possono semplicemente non servire più.
Questo cambia il modo di vedere il lavoro
La sentenza non crea una nuova legge.
Ma rende evidente una cosa:
il cambiamento tecnologico può avere conseguenze dirette sul lavoro.
E questo è solo l’inizio.
Perché l’intelligenza artificiale non riguarda solo i grafici o i programmatori.
Sta entrando in moltissimi settori:
- marketing
- amministrazione
- customer service
- analisi dati
- contabilità
- progettazione
- comunicazione
E quando la tecnologia diventa più efficiente, le aziende fanno quello che hanno sempre fatto.
Si riorganizzano.
Il problema non è se succederà
Il problema è quando succederà nel tuo settore.
Molte persone pensano:
“Il mio lavoro è sicuro.”
Ma è esattamente quello che pensavano anche tante persone prima delle grandi trasformazioni tecnologiche del passato.
Il cambiamento non arriva tutto insieme.
Arriva così:
prima meno assunzioni
poi riorganizzazioni
poi alcune posizioni spariscono
E quando molte persone cercano alternative nello stesso momento, la competizione diventa enorme.
Il vero rischio è arrivare impreparati
Il punto non è fare allarmismo.
Il punto è capire una cosa molto semplice.
Se il mondo del lavoro cambia e tu non ti prepari, rischi di trovarti senza alternative.
E quando succede è molto più difficile reagire.
Per questo abbiamo creato il percorso:
“Non perdere il lavoro”
Un percorso pensato per aiutarti a:
- capire quanto il tuo lavoro è a rischio
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In più hai accesso alla community privata, dove puoi confrontarti con altre persone e fare domande.
Il momento di prepararti è adesso
Non è questione di pessimisti o ottimisti.
È questione di realismo.
Il mondo del lavoro sta cambiando.
Le aziende stanno diventando più efficienti.
La tecnologia sta accelerando.
E in questo scenario chi resta fermo rischia molto.
Il momento migliore per prepararti era ieri.
Il secondo momento migliore è oggi.
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