Capitano Ultimo: “Ho indagato su Renzi e mi hanno allontanato”
Condividi122Capitano Ultimo,colui che catturò Toto Riina, vive da una vita sotto scorta e continua da sempre le use indagini.
Il suo lavoro fino ad indagare sulla Consip e sui Renzi che hanno “stranamente” interrotto le indagini e allontanato Capitano Ultimo dall’Arma..
Sergio De Caprio, detto anche Capitano Ultimo (Montevarchi, 21 febbraio 1961[3]), è un militare e politico italiano. È stato a capo dell’unità Crimor dei ROS dei Carabinieri ed è noto soprattutto per aver arrestato Totò Riina il 15 gennaio 1993. Con il grado di colonnello è stato vice comandante del Comando Carabinieri per la Tutela dell’Ambiente a Roma. Ha fondato la casa famiglia “Volontari Capitano Ultimo” di Roma, dove porta avanti progetti di solidarietà nei confronti dei meno fortunati.
Wikipedia
“Ultimo, il capitano” , il film che racconta i successi e le cadute di Ultimo, il capitano dei carabinieri che arrestò Totò Riina.
Racconta la nostra attività attraverso interviste e testimonianze, è il mondo visto dagli occhi di chi lo ha combattuto, senza propaganda, senza manipolazioni.
E’ il racconto del nostro lavoro, del lavoro del nostro gruppo, anzi dei diversi gruppi che si sono succeduti negli anni.
Da dove parte il racconto?
Segue il filo cronologico delle battaglie che abbiamo combattuto, io e le persone che erano con a me, a partire delle indagini fatte a Milano a fine anni Ottanta durante l’indagine antimafia Duomo Connection, fino all’inchiesta della Procura di Napoli sulla Consip.
Nell’inchiesta Consip avete sfiorato la famiglia Renzi. Che reazioni avete ottenuto?
Niente, siamo stati semplicemente annientati, spazzati via. Con la gioia di tutti, evidentemente, non solo della famiglia Renzi.
Nella sua vita ha avuto spesso delle svolte, dei passaggi bruschi, delle cadute.
È perché è una vita vera, non una vita addomesticata. Quindi senza paracadute. Vivi credendo in quello che fai senza appartenere a schieramenti, senza appartenere a lobby, anzi disprezzando tutto ciò che è schieramento e lobby.
Spesso non vi hanno difeso neanche coloro che per dovere istituzionale dovevano essere dalla vostra parte.
Certo, perché non appartengo ad alcuno schieramento o lobby.
A volte non vi ha difeso neppure l’Arma dei carabinieri.
Ma la parola carabinieri è una parola grande, come popolo, come società. Tu devi guardare le persone. Ci sono delle piccole leadership dominanti in determinati piccoli periodi. Quelle piccole leadership dominanti a volte non sono state in grado di proteggere me, ma neanche la società e i cittadini.
Com’è stata la sua uscita dall’Aise, il servizio segreto militare?
È stata un atto di responsabilità immensa da parte mia e dei carabinieri che stavano insieme a me, per tutelare l’agenzia, cioè i servizi segreti, e l’Arma dei carabinieri, per toglierla da manipolazioni di lobby o partitini o partitoni. È stata una mia scelta, per togliere dalle polemiche settori importanti dello Stato come i servizi e l’Arma dei carabinieri. L’ho fatta in buona fede, con amore sia per l’Arma, sia per i servizi segreti, dove ho trovato persone serie, motivate, oneste, con cui non ho avuto mai alcun motivo di lite.
Com’è stato poi il rientro dall’Aise ai carabinieri?
Siamo stati semplicemente annientati e perseguitati in maniera indegna. Non è stato un buon ritorno. Le persone praticano il potere, lo hanno praticato in maniera distruttiva verso venti carabinieri. Spero che siano felici e si sentano realizzati di avere annientato e cancellato venti grandi combattenti. Così, per capriccio di alcuni o di pochi.
Passare dal Ros Carabinieri al Noe e poi dall’Aise alla Forestale è stato per lei una sconfitta, o una diminuzione degli strumenti che aveva a disposizione per intervenire?
Ma guardi, io intanto sono sempre un privilegiato e non me lo dimentico. Quindi chiedo scusa a tutte le persone che hanno fame, che non hanno casa, che vivono in condizioni disperate. Detto questo, ho avuto modo di vedere che esistono delle lobby e degli altissimi funzionari che non servono il Paese, ma si servono del Paese e del ruolo che hanno per praticare il dominio. Sono felice di non essere uno di loro e quindi mi dà perfino fastidio parlarne. Sono feccia.Ha ancora le aquile che allevava?
Sì, ci sono ancora le aquile, ora purtroppo le vedo poco perché il mio nuovo incarico mi prende molto tempo. Però le porto sempre nel cuore, il rapporto con le aquile è un rapporto di amore e va al di là della presenza fisica. È un modo di essere, di pensare. Loro sono la libertà, il vento, la dignità.
C’è ancora anche La Mistica?
Sì, è una casa famiglia dove aiutiamo i poveri, i mendicanti abbandonati da tutti. E lo facciamo nel nome di Gesù, cercando di seguire gli insegnamenti di Gesù, consapevoli di essere indegni suoi seguaci.
È passato dall’essere un combattente a fare l’assessore all’Ambiente nella giunta regionale in Calabria: è passato alla politica, che tanto spesso aveva indagato e anche sanzionato.
Io continuo a combattere esattamente come facevo da carabiniere. Cerco di progettare i territori e il futuro dei territori insieme alle comunità che vivono nei territori, ascoltando e cercando di sostenere i loro sogni e non imponendo i miei o quelli di qualcun altro, rivendicando il valore dell’autodeterminazione delle comunità e cercando di impedire a chiunque, ’ndrangheta o lobby, di manipolare le comunità e le legittime aspirazioni alla dignità, all’uguaglianza, alla fratellanza. Questa è la politica che mi piace molto.
Abituato a cambiare spesso vita, come vede il suo futuro ora? Ha progetti di nuovi cambiamenti?
Adesso è morta la presidente della Calabria, Jole Santelli, che mi aveva voluto nella sua giunta. Continuerò ancora per i pochi mesi che rimangono a fare l’assessore all’Ambiente, poi tornerò a essere il niente da cui provengo. Sulla strada, sempre accanto ai più deboli. Sa, ho anche la mia età, è giusto dare spazio ai più giovani.
Qualcuno l’aveva definita prete-carabiniere.
Io mi definisco un combattente. Resto un carabiniere e morirò carabiniere. Perché ce l’hai nel sangue e nel cuore, per sempre.
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14 comments
Ultimo, mai soprannome più indicato. Onore a lui.
Per me è il nuovo Licio Gelli..
Interessante.Grazie
ONORE E GLORIA !
Tutto oggettivamente condivisibile.
Solo non capisco la scelta di inserire una voce fuori campo invece dell’audio originale dell’intervista. Come si capisce che sono parole sue?
Sarà perché anche la voce è meglio nasconderla come il viso?
Povera Italia…..che disastro.
renzi pinocchio è il demonio in persona, vorrei sparisse per sempre
Ragazzi che ne pensate??
Penso che ultimo sarà l ultimo in lealtà, onestà, e amore per la giustizia
Capitano Ultimo l idolo di mio nipote
Vorrei poter stringere la mano a questo uomo prima di morire. Onore a Lui
Giusto. Però in genere se lavori con e per gli agenti dei servizi (es aise) non ti fanno uscire come un TFR per fare un esempio. In genere li fanno sparire in isole sperdute da non poterli raggiungere o farli tornare oppure li fanno fuori, spesso i loro stessi colleghi. Come succede nella mafia
Onore a questa persona. Ulteriore prova della dittatura terribile in cui viviamo…