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Il futuro dell'uomo in un gioco: Detroit Becomes Human 48
Robotica e IA Approfondimenti

Il futuro dell’uomo in un gioco: Detroit Becomes Human

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vete mai pensato che la tecnologia si possa ribellare? E se un giorno tutto questo ci si ritorce contro? Bene oggi parleremo di tecnologia futura, in cui l’intelligenza artificiale raggiunge livelli non più controllabili dall’uomo.

Oggi la tecnologia ha raggiunto traguardi incredibili! Siamo dipendenti da essa e lo diveniamo ogni giorno di più. Quotidianamente vengono creati strumenti informatici sempre più sofisticati e funzionali, che sostituiscono e automatizzano moltissime delle nostre attività.

La domanda che ci assale è: dove ci porterà tutto questo? Sarà pericoloso? Come possiamo accertarci che la tecnologia non si ribellerà in futuro?

NON LO POSSIAMO SAPERE, possiamo solo immaginarlo. E il miglior modo per immaginarlo oggi come oggi si chiama “DETROIT”.

Un mondo che racconta la convivenza tra uomini e robot, impone scelte morali e svela moderne schiavitù. Non tratteremo del videogioco, ma dell’idea che ci vuole trasmettere. Personalmente l’ho testato e devo dire che una volta provato mi ha davvero aperto la mente su ipotetici scenari futuri. (Quasi come dopo aver letto un libro, aver visto un documentario o aver visionato un progetto segreto divulgato).

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Negli ultimi anni l’umanità si è dovuta confrontare con alcune domande legate al suo futuro prossimo, domande che come spesso accade non erano neanche concepibili qualche anno fa.

Come rimpiazzare la forza lavoro che verrà sostituita dai robot?

In un futuro completamente automatizzato l’uomo potrà oziare liberamente?

I robot saranno semplici schiavi o avranno dei loro diritti?

Il gioco: Una predizione del futuro?

Immaginatevi un futuro in cui la tecnologia permetterà di creare degli androidi, ovvero dei robot domestici, accessibili a tutti i ceti sociali (come i cellulari oggi). L’avvento dei robot ha liberato l’uomo dalle fatiche basilari come la pulizia della casa, le consegne e i lavori pesanti, ma a questa ritrovata libertà non ha fatto seguito un adeguato contesto di ammortizzatori sociali. Le persone che hanno perso il lavoro, come i tassisti o i manovali, non hanno certo preso bene la cosa e il malcontento verso gli androidi cresce di giorno in giorno con manifestazioni e atti di vandalismo.

VI RICORDA NIENTE? (I tassisti con Uber, gli operatori della catena di montaggio con nuovi macchinari . . .)

L'interpretazione del gioco

Ci troviamo di fronte a una storia estremamente densa di significati che riporta a galla tematiche mai sopite nell’animo umano.

Perché alla fine Detroit: Become Human è una storia che parla di intelligenza artificiale, ma anche di schiavitù, di prevaricazione, scelte, responsabilità e di libertà e lo fa attraverso una serie di scelte estremamente ramificate che si adatteranno alla visione del utente, non con lo scopo di suggerirgli una morale giusta da seguire, ma plasmando la realtà in base alle sue decisioni e in cui lo scopo è farci sentire emarginati, soli e arrabbiati, per poi capire come reagiremmo.

I temi della schiavitù e dell’apartheid vengono ripresi: i robot devono viaggiare in uno scompartimento separato sui mezzi pubblici e i loro vestiti riportano un triangolo blu e una fascia sul braccio dello stesso colore. Anche la scelta di Detroit non è casuale, parliamo di una delle città che più di tutte ha sofferto della crisi statunitense dei posti di lavoro e dei mutui, in cui sobborghi perfetti si sono trasformati in pochi anni in periferie tristi e devastate, piene di case diroccate, barboni e criminalità, un’altra tematica che ovviamente viene riflessa nel gioco.

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E voi ? Cosa ne pensate del nostro futuro? Potrà davvero essere simile a quela del videogioco?

“Gli sconvolgimenti dell’intelligenza artificiale possono intensificarsi rapidamente e diventare più spaventosi e persino catastrofici. Immagina come un robot medico, originariamente programmato per liberare il cancro, possa concludere che il modo migliore per cancellare il cancro è quello di sterminare gli esseri umani che sono geneticamente inclini alla malattia. “

Nick Bilton, editorialista tecnico del New York Times-
  • Ciao,
    Avevo già visto questi video e purtroppo in caso fossero usati come supporto alle forze dell ordine,saranno anche in grado di rielaborare gli stimoli esterni ricevuti,dando una reazione contraria.
    Molto pericolosi, indistruttibili, o comunque da abbattere solo con un bazzuca che nessuno ovviamente nella maggior parte ,ha in casa, ne tanto meno il teppista per strada al momento.
    Per me è inquietante, diventeremo noi i prigionieri e loro i futuri poliziotti aiutati da droni che possono essere anche a 6/7km nel cielo e noi non vediamo.
    Droni che possono anche prelevato fisicamente!

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