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3a Guerra: aggressioni continue da fanatismo e potere

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3a GUERRA: Aggressioni continue da fanatismo e potere

https://numero6.org/attualita/aggressioni-continue-da-fanatismo/?aff=annaturletti

“𝗕𝗜𝗕𝗜 𝗜𝗟 𝗚𝗘𝗡𝗢𝗖𝗜𝗗𝗔 𝗩𝗨𝗢𝗟𝗘 ANCHE ‘𝗚𝗔𝗭𝗔𝗥𝗘’ 𝗜𝗟 𝗟𝗜𝗕𝗔𝗡𝗢” mentre US-raele bombarda anche l’isola Iraniana di KHARG.

Concedetemi innanzitutto tre premesse.

Premessa 1.

Nella notte appena passata, nella prima mattina, come “promesso” dai guerrafondai sionisti Trump (il burattino) e Netanyahu (lo stragista, mostrato in un video malfatto dove si vede che l’hanno creato e ritagliato con l’AI…), l’Iran ha subito un nuovo grande attacco. Il presidente USA ha infatti condiviso filmati di attacchi aerei, poco tempo dopo aver affermato che gli Stati Uniti avevano condotto “potenti raid aerei” sull’isola di Kharg, importante centro petrolifero, che coinvolgerebbe circa l’80% della produzione iraniana. Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti hanno centrato obiettivi militari, ma ha minacciato di colpire le infrastrutture petrolifere se l’Iran continuerà a bloccare lo Stretto di Hormuz.

Premessa 2.

Ieri USA e Israele hanno anche bombardato pesantemente la capitale Iraniana, proprio durante le grandissime manifestazioni del popolo iraniano che in occasione del giorno internazionale di Quds, incurante delle bombe sioniste, è sceso in massa nelle strade (vedete le foto sopra, che potete scorrere)  per manifestare a sostegno del governo degli Ayatollah, per altro con la presenza coraggiosa a volto scoperto dei massimi esponenti governativi, per esempio il ministro degli esteri Araghchi e il Presidente Pezeshkian. Sicuramente molto piú dignitosi e coraggiosi anche di fronte alla possibile morte, rispetto ai fuggitivi e lontani codardi Netanyahu (dato per morto da China Today) e Trump, il cui figlio Barron, per farvi un esempio, non si arruola nelle truppe USA per “problemi alle ossa”…

Premessa 3

Forse non molti hanno ascoltato con attenzione e forse pochi hanno diffuso il mio TG6 aperto, ma bannato dalla censura social e mainstream, di questo giovedi 12 marzo, con la mia completa analisi geopolitica, che vi invito ad ascoltare con attenzione, dal titolo “USA: IL FALLIMENTO ALLE PORTE” che potete rivedere e diffondere con questo link:

https://numero6.org/tg-giornaliero/tg6-u-s4-il-f4llimento-alle-porte/?aff=annaturletti

Vi chiedo pertanto di diffonderlo per lottare per la Verità e la Giustizia!

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Ciò detto e mi valgo delle valide parole dello scrittore e politico Pino Cabras,Davvero qualcuno pensava che l’atroce esperimento condotto a Gaza sarebbe rimasto confinato entro i limiti di quel laboratorio di distruzione?

Oggi la minaccia più inquietante non arriva da presunti “nemici islamici dell’Occidente”, ma da uno Stato, quello sionista, dotato di armamento nucleare la cui linea politico-militare appare sempre più dominata da logiche di forza bruta e da una radicalizzazione che sfugge a ogni reale contenimento. Neanche la condanna del tribunale penale internazionale dell’ONU contro il criminale di guerra Netanyahu e I suoi complici, e la loro palese costante violazione del Diritto Internazionale, è tuttora valsa a fermare i diavoli israeliani, con il supporto dei loro complici pedosatanisti statunitensi, tutti uniti nella cosiddetta “coalizione del male Epstein”.

Washington infatti continua a muoversi in un rapporto di simbiosi strategica e delittuosa che la porta a finanziare, armare e coprire diplomaticamente le scelte scellerate di Tel Aviv. Una situazione che non offre alcuna garanzia di stabilità, ma anzi spalanca scenari di ulteriore destabilizzazione mondiale.
Guardate (vedete le foto sopra, che potete scorrere) un po’ questa mappa comparsa in un volantino dell’esercito dello stragista Genocida e rivolto alla popolazione in maggioranza sciita del Libano meridionale.

Nel concreto, è stata ordinata l’evacuazione forzata e illegittima di una vasta fascia del Paese dei cedri: una zona che si estende per decine di chilometri oltre il confine e che rappresenta una porzione rilevante del territorio libanese. In quell’area vivono centinaia di migliaia di persone, forse fino a un milione. Non esiste una scadenza per questo provvedimento, e i precedenti più recenti suggeriscono che chi non si allontana rischia di essere considerato automaticamente sacrificabile. L’ordine di sgombero, di fatto, trasforma intere comunità in popolazione esposta a bombardamenti e operazioni militari senza protezione, con tutto l’accanimento già messo in campo e testato nel mattatoio Gaza.
Dietro le definizioni formali e le finte  giustificazioni pro-sicurezza, molti osservatori vedono delinearsi un disegno che va oltre la semplice logica militare: lo spostamento coatto dei civili, la distruzione sistematica delle infrastrutture e la normalizzazione preventiva delle vittime innocenti assumono i tratti di una strategia che si palesa apertamente genocida.

È una dinamica che rischia di modificare in modo irreversibile gli equilibri regionali e che trova alimento in una leadership israeliana sempre più intrisa di retorica messianica e di immorale convinzione di impunità.

In questo quadro, il silenzio e la complicità delle grandi potenze non attenuano il pericolo, anzi: lo rendono più grave e più vicino, proprio come succede in questi giorni.

Nel suo famoso libro «Il secolo breve», lo storico Eric Hobsbawm (1917-2012) ha sottolineato che le condizioni storiche che resero possibile la Seconda guerra mondiale erano in larga misura impersonali e diffuse,  ma la responsabilità di Hitler nel portare queste condizioni al punto di rottura fu innegabile. In modo analogo, possiamo analizzare oggi la presenza di tanti vettori legati a dinamiche non riconducibili a singoli individui nelle tensioni che stanno convergendo verso una Terza guerra mondiale, ma le responsabilità di alcuni individui e certe organizzazioni in direzione del punto di rottura sono ugualmente distinguibili: Benjamin Netanyahu sta portando il Sionismo Reale a innescare un incendio globale e mondiale.

La sconfitta di questo progetto politico israeliano diventa una precondizione per un ordine internazionale pacifico.
Un ragionamento libero come quello esposto qui e da Pino Cabras nel suo libro «Contro il “Sionismo Reale”. Diario di un’infamia genocidaria del XXI secolo», se sarà approvata completamente la legge liberticida che vuole fare da scudo ai crimini di Ben Gvir e soci, a breve sarà motivo di persecuzione: Bibi il Genocida, mentre annuncia il ritorno del Messia, ha una maledetta fretta e i servi occidentali obbediscono.

Insomma come molti storici hanno affermato nel tempo, anche a posteriori, e cioè che Hitler andava fermato prima,  anche al giorno d’oggi, se qualcuno o qualcosa non fermerà l’oligarchia dittatoriale israeliana con il suo leader Satanyahu, nel mondo sarà difficile evitare che divampi il mostruoso incendio di una terza guerra mondiale, di fronte agli occhi increduli di molte persone illusoriamente chiuse nel proprio orticello e degli occhi complici di tanti pifferai magici venduti, che elogiano Trump per le sue azioni volte alla “pace”, portando a spasso il popolino…

Cosa posso dire? Si salvi chi può…

Alla prossima

Anna

 

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