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83 comments

Cristiano Romano 27/05/2021 at 23:32

Mi dispiace fare questo appunto, sulla IG FARBEN, non è vero quello che hai detto. Soros non ha nulla a che fare con la IG FARBEN. So quello che dico in quanto ho ricercato a fondo i veri retroscena su chi c’era dietro la IG FARBEN. Invio alcuni appunti, ma c’è tanto altro dietro.

IG FARBEN AUSCHWITZ – LA VERITÀ
NASCOSTA
La IG Farben (abbreviazione di Interessen-Gemeinschaft Farbenindustrie AG, e
chiamata anche IG. Farbenfabriken) è stata una azienda chimica tedesca.
Storia
La IG Farben fu un conglomerato di aziende tedeshe formato nel 1925, alcune
delle quali attive sin dalla I guerra mondiale. Il nome deriva dalla parola
tedesca Farben, che significa “vernici”, “tinture”, o “colori”. Inizialmente
infatti molte di queste aziende producevano tinture, ma ben presto iniziarono
a dedicarsi a una chimica sempre più avanzata. Prima della prima guerra
mondiale, le aziende tedesche produttrici di coloranti per tessuti avevano
praticamente il monopolio del mercato mondiale, che persero durante il
conflitto.
Una soluzione per riottenere questo primato fu quella di effettuare una grossa
fusione. La fondazione della IG Farben fu una reazione alla sconfitta della
Germania nel primo conflitto mondiale. La IG Farben detenne un monopolio quasi
totale sulla produzione chimica durante il periodo della Germania Nazista.
L’azienda chimica tedesca fu il cuore finanziario del regime di Hitler. La IG
Farben fu anche una delle società che più richiesero deportati come schiavi
per le loro fabbriche (in particolare nel Campo di lavoro di Monowitz.
La I.G. Farbenindustrie AG
Il 21 novembre 1925 le seguenti industrie chimiche sottoscrissero l’accordo
per fondersi nella IG Farben:
Actien-Gesellschaft für Anilin-Fabrikation (oggi: Agfa) (Berlino);
Badische Anilin- und Sodafabrik AG (oggi: BASF) (Ludwigshafen);
Farbenfabriken vorm. Friedr. Bayer & Co. (oggi: Bayer) (Leverkusen);
Farbwerke vorm. Meister Lucius und Brüning AG (oggi: Sanofi)
(Frankfurt-Höchst).
Ammoniakwerk Merseburg GmbH – Leuna Werke (Merseburg, Leuna);
Chemische Fabrik Griesheim-Elektron (Griesheim);
Chemische Fabrik Kalle & Co. AG (Biebrich);
Chemische Fabriken Weiler-ter Meer (Uerdingen);
Farbwerke Leopold Cassella & Co. (Fechenheim).
La IG Farben venne fondata con data costitutiva il 25 dicembre 1925. Il
Palazzo IG Farben, quartier generale del conglomerato a Francoforte sul Meno,
fu progettato dall’architetto tedesco Hans Poelzig nel 1928 e terminato nel
1931. Durante la pianificazione dell’invasione di Cecoslovacchia e Polonia, la
IG Farben cooperò strettamente con gli ufficiali nazisti e indicò quali
stabilimenti chimici dovessero essere catturati e consegnati alla IG Farben.
Il ruolo nella seconda guerra mondiale
Nel 1941, un’inchiesta negli USA svelò un matrimonio tra l’americana Standard
Oil Co. e la IG Farben. Inoltre, fornì nuove prove a riguardo di complessi
accordi su prezzi e commercializzazione tra la DuPont, uno dei suoi maggiori
investitori e produttore di carburante, la U.S. Industrial Alcohol Co. e la
loro sussidiaria, Cuba Distilling Co. L’inchiesta venne infine abbandonata,
come dozzine di altre riguardanti diverse industrie, a causa della necessità
di ottenere il supporto dell’industria nello sforzo bellico. Comunque, i
principali dirigenti di molte compagnie petrolifere accettarono di dimettersi
e le partecipazioni azionarie delle compagnie petrolifere in società
produttrici di melasse vennero vendute come parte di un compromesso.
La IG Farben nel 1941 costruì ad Auschwitz la più grande industria chimica
dell’epoca, utilizzando la manodopera del vicino campo di concentramento. Si
trattava di un impianto sito ad Auschwitz per la produzione di petrolio
sintetico e di gomma (detta Buna) a partire dal carbone. Nel 1944 questa
fabbrica faceva uso di 83.000 deportati.
L’insetticida Zyklon B, del quale la IG Farben deteneva il brevetto, era
fabbricato dalla Degesch (Deutsche Gesellschaft für Schädlingsbekämpfung), una
società posseduta al 42,2% dalla IG Farben e che aveva manager della IG Farben
nel suo consiglio di amministrazione.
Gli anni successivi
A causa della gravità dei crimini di guerra commessi dalla IG Farben nel corso
della II guerra mondiale, la compagnia fu ritenuta troppo corrotta per poter
continuare ad esistere e pertanto gli alleati considerarono l’ipotesi di
confiscarne tutti i beni e chiuderla. Invece, nel 1951, la compagnia fu divisa
nelle componenti originali. Le quattro più grosse comprarono rapidamente
quelle più piccole e oggi restano solo Agfa, BASF e Bayer, mentre la Hoechst
si è fusa con la francese Rhône-Poulenc, dando vita alla Sanofi Aventis, con
sede a Strasburgo, in Francia.
Dei 24 consiglieri della IG Farben indiziati nel cosiddetto processo all’IG
Farben (1947-1948), davanti a un tribunale militare statunitense al Processo
di Norimberga, 13 vennero condannati alla prigione con pene dai 6 mesi agli
otto anni. Al processo di Norimberga i responsabili della IG Farben furono
dichiarati colpevoli di genocidio, di schiavitù ed altri crimini. Un anno dopo
la condanna, nel 1952, tutti i responsabili furono liberati, grazie alla
mediazione dell’ex-ministro delle Finanze Schacht, e negli anni successivi
tornarono a infiltrarsi nell’economia tedesca.
La IG Farben ha partecipato a progetti americani per la creazione di agenti
chimici per l’uso bellico. Fondò la Chemagrow Corporation a Kansas City,
Missouri, che impiegava specialisti tedeschi e americani per conto dell’U.S.
Army Chemical Corps. Il dottor Otto Bayer coprì la posizione di direttore
della ricerca della IG Farben, dove sviluppò e testò numerose armi chimiche
insieme al dott. Gerhard Schrader.
Secondo The Crime and Punishment of I.G. Farben, di Joseph Borkin, la IG
Farben, prima della guerra, strinse degli accordi segreti con i maggiori
vertici delle forze armate americane perché non fossero bombardati i suoi
stabilimenti in Germania. Alla fine della guerra, il 93% delle fabbriche non era stato bombardato[iperbole che contrasta con la totalità degli eventi
militari post-1941].
Nonostante la compagnia sia stata ufficialmente liquidata nel 1952, continuò a
essere trattata alla Borsa di Francoforte come un trust, che conteneva alcune
proprietà immobiliari, e venne dichiarata in bancarotta il 10 novembre del
2003 dai suoi liquidatori, dopo aver versato 500.000 marchi (circa 200.000
euro) a una fondazione per gli ex-lavoratori forzati del regime nazista. Le
restanti proprietà, del valore di 21 milioni di marchi (circa 9 milioni di
euro) sono state messe all’asta. Durante tutto questo periodo la compagnia è
stata soggetta a continue critiche per non aver pagato il lavoro dei
prigionieri, unico motivo per cui sarebbe stata mantenuta in vita dopo il
1952.
La compagnia da parte sua imputava all’esistenza delle dispute legali
l’impossibilità dello scioglimento, distribuendo così a ricompensa i beni
fallimentari come compenso agli aventi diritto. Ogni anno per 49 anni
consecutivi la sede della compagnia è stata sede di dimostrazioni da parte di
centinaia di manifestanti.
La struttura societaria della IG Farben
L’apparato burocratico della IG Farben si può suddividere in tre parti: il
livello superiore, le fabbriche e i servizi centrali.
La Farben controllava una holding, la IG America, fondata nel 1926 per gestire
le attività americane della tedesca IG Farben.
Membri del suo Direttivo: Edsel Ford, Charles Mitchell (Rockfeller Bank), Walt
Teagle (Presidente di Standard Oil), Paul Warburg (capo della Federal
Reserve), Herman Metz, direttore della Bank of Manhattan, controllata da
Warburg. Direttore era Max Warburg, fratello di Paul.
Il livello superiore
Si trattava dell’apparato burocratico responsabile dell’organizzazione, ed era
costituito da 3 centri direttivi ben distinti:
l’ufficio di Krauch, da dove veniva diretto l’espansione di tutta l’industria
chimica;
il TEA o Technischer Ausschuss o Comitato tecnico; era diretto dal dott.
Fritzter Meer, e si occupava della produzione;
la KA-Krauch o Kaufmannischer Ausschuss o Comitato commerciale; era diretto
dal dott. Georg von Schnitzer e trattava questioni commerciali e aspetti
finanziari.
Le fabbriche
In tutto all’epoca c’erano 56 fabbriche, che erano suddivise in:
3 sparten o divisioni, a seconda della specializzazione della loro produzione,
Betriebsgemeinschaften o settori di attività che erano raggruppati
territorialmente.
I servizi centrali amministrativi
Erano suddivisi in dipartimenti i quali a loro volta erano raggruppati in due
uffici principali, che erano a Berlino, dove venivano trattati problemi del personale, il protocollo, le questioni giuridiche, le esportazioni e
l’economia politica, e a Francoforte, dove ci si occupava di contabilità
centrale, dei servizi centrali di assicurazioni e della gestione degli elenchi
della clientela.
Citazioni in arte e cinematografia
La vicenda della IG Farben e dei suoi rapporti con la Standard Oil furono
ricostruiti nel film del 1950 Der Rat der Götter (in inglese The Council of
the Gods, «Il concilio degli dèi»), tratto dall’omonimo libro di Friedrich
Wolf; la vicenda sarà poi ripresa anni dopo nel documentario Zeitgeist: The
Movie (2007), di Peter Joseph.
La IG Farben svolge un ruolo importante nel romanzo L’arcobaleno della
gravità, di Thomas Pynchon.
La IG Farben è citata in modo estremamente negativo nella decalogia di L. Ron
Hubbard Missione Terra per la sua produzione di anfetamine.
La IG Farben e i suoi ipotetici prodotti futuri sono spesso menzionati da
Philip K. Dick nel racconto The Man in the High Castle.
La IG Farben viene nominata nel libro di Primo Levi Il sistema periodico
(1975), nel capitolo dedicato al Vanadio.
La IG Farben è citata in Notorious – L’amante perduta (1946), di Alfred
Hitchcock.
I.G. Farben è il nome su un biglietto da visita usato da Bud (Harry Dean
Stanton) nel film Repo Man – Il recuperatore (1984), di Alex Cox.
La IG Farben diventa un personaggio recitato da Dennis Hopper nel film
Straight to Hell (1987), di Alex Cox.
La IG Farben viene citata nel film Schindler’s List (1993), di Steven
Spielberg, quando il protagonista Oskar Schindler, interpretato da Liam
Neeson, chiede al generale nazista che il treno con i suoi operai diretto al
lager di sterminio sia riportato indietro alla fabbrica di Cracovia.
La IG Farben viene citata nel romanzo autobiografico Deviazione di Luce
d’Eramo (Milano, Mondadori, 1979), dove si racconta la fuga della giovane
italiana come operaia volontaria nel III reich.
La IG Farben svolge un ruolo centrale nel libro “La Farmacia di Auschwitz” di
Patricia Posner (2017)
La IG Farben viene citata nel romanzo di Jeffery Eugenides “Middlesex” nel
quale lo stabilimento viene fotografato da una frequentazione del protagonista

Daniela Carradorini 24/05/2021 at 01:03

Che bel quintetto di teste di caxxo.bastardi.schifosi.

Claudia 21/05/2021 at 16:20

Bellissimo video, Morris, e purtroppo tutto tristemente vero.

GIORGIO 21/05/2021 at 10:24

Bravo Morris!

Alessandro Nardin 21/05/2021 at 08:19

Ciao Morris, grazie di cuore x il lavoro che stai facendo assieme al tuo team. Avete realizzato molti servizi importanti, utili, illuminanti. Anche se con molta difficoltá, lentamente un po di pecore si stanno risvegliando. È dura. Ti seguiamo e speriamo che possano aumentare i tuoi utenti Perche lo meritate. Grazie

Nicholas 20/05/2021 at 19:16

D’accordissimo su tutto ma il “virus” del cartellone a Times Square in “Captain America” è… una pubblicità di spaghetti Barilla 😜

Drey Pîrat 20/05/2021 at 13:37

Quella di capitan america mi era sfuggita….hollywood
dall hollow tree si ricavano le bacchette magiche….wood legno
capite cosa significa??? la bacchetta magica con cui plagiano le menti il solito predictive programming
inoltre
C = see vedere
ovid= ovini in latino cioe’ pecore
19 nel linguaggio massonico e’ il numero della resa..della capitolazione
GUARDA LE PECORE ARRENDERSI e’ il significato della nuova parola che hanno inventato…
quel topastro di fauci va giustiziato come tutti i suoi compari…possibile che non abbiano ammazzatto nessuno di qualche famiglia di criminali cattivi sul serio che decide di vendicarsi???
se non fossi riuscito a tirare fuori mio padre prima che l’ ammazzassero questi non sanno che rischio hanno corso, io non sono uno che perdona e neanche che dimentica ….toccami la mia famiglia e va’ a finire molto molto male..credo tutti siano d’ accordo sull ultima affermazione

Taire 20/05/2021 at 13:06

Grazie Morris…. di tutto

Ciorciari Sabrina 15/01/2021 at 15:36

Un saluto a tutto lo staff di Numero6 e a tutti quelli che lo sostengono in qualsiasi modo. Vorrei consigliarvi un film: “2022: I Sopravvissuti”.
é un film del 1973, lo si può noleggiare su YouTube, e già il fatto che bisogna pagare per vedere un film del 73 la dice lunga!

CosimoB 15/10/2020 at 15:34

Ciò per cui le elite mondialiste stanno lavorando da 50 anni è stato profetizzato dal Gesù Cristo 2000 anni fa! Esiste una profezia biblica che troviamo in Matteo 24:32-35 “Ora imparate dal fico questa similitudine: quando ormai i suoi rami s’inteneriscono e le fronde germogliano, sapete che l’estate è vicina. 33 Così anche voi, quando vedrete tutte queste cose, sappiate che egli è vicino, anzi alle porte. 34 In verità vi dico che questa generazione non passerà, finché tutte queste cose non siano avvenute. 35 Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno».”
La stessa profezia la troviamo anche in Marco 13:28 “28 Or dal fico imparate questa similitudine: quando i suoi rami diventano teneri e spuntano le prime foglie, voi sapete che l’estate è vicina. 29 Così anche voi, quando vedrete accadere queste cose, sappiate che egli è vicino, proprio alle porte. 30 In verità vi dico che questa generazione non passerà, prima che tutte queste cose siano avvenute. 31 Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno».”
Nella Bibbia il fico rappresenta Israele, in questi versetti il Signore Gesù profetizza che un giorno il popolo di Israele sarebbe ritornato ad abitare nella terra che ha avuto in eredità da DIO e ciò è accaduto nel 1948 dopo la risoluzione dell’ONU n.181 del 1947. Da quell’anno sarebbe passata una generazione, la generazione del fico, e nell’arco di questa ultima generazione si sarebbero concretizzate tutte le profezie bibliche.
Ma quanto durerà questa generazione? DIO ci ha detto quanto durerà in salmi 90:10 “I giorni dei nostri anni arrivano a settant’anni e per i più forti a ottanta, ma quel che costituisce il loro orgoglio non è che travaglio e vanità, perché passa in fretta e noi ce ne voliamo via.”
In questi versetti è stato profetizzato quando avverrà il “rapimento della Chiesa” cioè entro settanta/ottanta anni a partire dal 1948 e in quel giorno chi avrà creduto che Gesù è il Figlio di DIO e avrà fatto la volontà del Padre incontrerà il Signore sulle nuvole come è scritto in 1Tessalonicesi 4:17 “poi noi viventi, che saremo rimasti, saremo rapiti assieme a loro sulle nuvole, per incontrare il Signore nell’aria; e così saremo sempre col Signore.”
Oggi siamo al settantaduesimo anno, per cui la data del 2025 può essere una data particolare, non dimentichiamo che deve rivelarsi ancora l’anticristo e dal momento in cui si rivelerà inizieranno tre anni e mezzo di “grande tribolazione” durante i quali si scatenerà l’ira dell’Eterno sulle nazioni della Terra.
Alla Chiesa che attende il “rapimento”, Gesù ha raccomandato in Marco 13:33 “State attenti, vegliate e pregate, perché non sapete quando sarà quel momento.” Amén!
Jesus is coming back! 😇✌

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