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Quando l’attacco all’IRAN?

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Quando l’attacco all’IRAN?

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Basandosi sulle informazioni disponibili pubblicamente ad oggi, 25 gennaio 2026, non ci sono prove certe e confermate che gli Stati Uniti stiano pianificando di attaccare l’Iran nelle prossime 24 ore. Tuttavia, la situazione è estremamente tesa con una significativa mobilitazione militare, e addirittura con voci che Il numero 1 iraniano, Khamenei, sia stato portato precauzionalmente in un rifugio sotterraneo, mentre diverse compagnie aeree, anche occidentali, avrebbero cancellato i loro voli da e verso Israele e verso una parte del Medio Oriente, già questo sabato.

  • Stato attuale: Nessun attacco imminente confermato

I recenti rapporti del 23-24 gennaio indicano:
– Il gruppo di portaerei USS Abraham Lincoln si sta muovendo verso il Golfo Persico e arriverà “nei prossimi giorni”, non entro 24 ore
– Il presidente Trump ha dichiarato: “Preferirei non vedere accadere nulla, ma li stiamo osservando molto da vicino… forse non dovremo usarli”
– I funzionari del Pentagono non hanno emesso avvertimenti di attacco per le immediate 24 ore

– I precedenti avvertimenti delle “24 ore” sono scaduti

I rapporti del 15 gennaio citavano funzionari europei e israeliani che dicevano che un attacco “potrebbe avvenire nelle prossime 24 ore”, ma quel lasso di tempo è da tempo scaduto senza che si verificassero azioni militari.

  • Significativa mobilitazione militare in corso

Gli Stati Uniti hanno schierato forze sostanziali nella regione:
– 12 caccia F-15E Strike Eagle in Giordania
– Bombardieri B-52 Stratofortress nella base aerea Al-Udeid del Qatar
– Batterie aggiuntive Patriot PAC-3 per la difesa aerea in Israele e Kuwait
– Manutenzione urgente sui sistemi Patriot del Kuwait
– Oltre 12.000 soldati delle truppe statunitensi nella base di Al-Udeid in Qatar

L’Iran ha risposto ordinando ai comandanti dell’esercito di tornare in servizio, avvertendo che le basi statunitensi nei paesi alleati diverrebbero “obiettivi legittimi” in caso di attacco statunitense.

  • Postura diplomatica vs realtà militare

La strategia di Trump combina pressione e imprevedibilità.

Mentre i preparativi militari sono estesi, sembrano progettati per creare deterrenza e leva per negoziati. Trump stesso ha simultaneamente minacciato l’uso della forza e ha espresso apertura ai colloqui, affermando che “l’Iran vuole parlare, e noi parleremo”.

  • In sintesi

Mentre il rischio di conflitto è elevato e i preparativi per un’azione militare potenziale sono in corso, nessuna fonte credibile (ancora odierna) indica o ci dà maggiori indizi che un attacco statunitense sia pianificato nelle prossime 24 ore a partire da oggi (25 gennaio 2026).

Questa l’attuale situazione, ma sul fronte USA-Israele dobbiamo anche riportarvi una seppure piccola frattura interna, anche se non ci conterei troppo. Ora vi spiego.

Mentre Trump sta celebrando la sua buffonata del Comitato della Pace internazionale di Gaza cui partecipano quasi tutti, tranne che il popolo palestinese, di cui si sta assistendo alla morte civile, Israele sembra comunque essere furioso…

Il paese di Netanyahu definisce, infatti, l’inviato di Trump in Medio Oriente “lobbista del Qatar”, e punta a ottenere il controllo esclusivo della regione.

Israele è furioso per le pressioni degli Stati Uniti per riaprire il valico di Rafah, anche senza che Hamas restituisca il corpo dell’ultimo ostaggio ucciso, Ran Gvili, riporta la testata israeliana di regime, Ynet.

Dopo un teso incontro di sabato tra Netanyahu, Steve Witkoff e Jared Kushner per discutere la seconda fase del cessate il fuoco a Gaza, un funzionario israeliano si è scagliato contro l’inviato di Trump in Medio Oriente.

Avrebbe accusato Witkoff di fare pressioni “per collocare la nostra grande rivale Turchia al confine”.

“Witkoff è diventato un lobbista per gli interessi del Qatar”, avrebbe affermato il funzionario, rimasto anonimo.

Questo avviene in un momento di frustrazione di Israele nei confronti degli Stati Uniti per la composizione del consiglio esecutivo (Board) di pace a Gaza e il ruolo del Qatar e della Turchia.

Includere rappresentanti di Turchia e Qatar nel consiglio che sovrintende alla ricostruzione di Gaza “era contro la volontà di Netanyahu”, ha affermato in precedenza un alto funzionario israeliano, citato dalla testata Yedioth Ahronoth.

Questa sembra essere stata “la vendetta di Kushner e Witkoff nei suoi confronti, per la sua insistenza nel non aprire il valico” prima della restituzione del corpo di Gvili: così segnala il rapporto.

Insomma Israele, quando qualcuno NON è completamente un lobbista sionista, diventa feroce…

Per ora è tutto, al prossimo aggiornamento.

Anna

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4 comments

Marino Danielis 26/01/2026 at 20:44

l’Iran ha compiuto un solo errore strategico: non si è dotato di armi nucleari perchè se le avesse avuto nessuno oserebbe attaccarlo, vedi Corea del Nord!

ATur 28/01/2026 at 19:11

Grazie Marino!

Sergio Salvelli 26/01/2026 at 18:30

Grazie Anna

ATur 28/01/2026 at 19:11

Grazie a te, Sergio.

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