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Info su una TREGUA MAI NATA

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Info su una TREGUA MAI NATA

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Come sicuramente saprete, i negoziati per la pace tra Iran e USA (ma avrebbero dovuto coinvolgere anche Israele, Libano ed Hezbollah, come vi ho detto chiaramente nel TG della scorsa settimana!!!), svolti nelle scorse ore in Pakistan, si sono conclusi con un bel “niente di fatto”.

Quindi si tratta di una TREGUA MAI NATA.

La presenza come capo negoziatore USA del vicepresidente Vance, figura ieratica e apparentemente piú seria di quella di Trump, ma in realtà succube degli interessi del suo boss, non ha di fatto portato a esiti positivi, nonostante (cosi emerge da informazioni trapelate) l’apertura a soluzioni creative e risolutive da parte della delegazione iraniana, guidata dal Ministro degli esteri Araghchi.

Le richieste americane sono risultate troppo alte, pretenziose e rigide, ben differenti da quei 10 punti iraniani che Trump aveva definito come una buona “base lavorabile, per iniziare a negoziare”…

Come riportato senza mezzi termini dal giornalista e scrittore statunitense Max Blumenthal (ebraico di origini, ma comunque antisionista e da sempre molto critico verso l’amministrazione Americana) sicuramente l’arrivo alla riunione di Islamabad, anche degli altri due negoziatori USA, Kushner e Witkoff (i mastini sionisti) non ha sicuramente giovato nel trovare un accordo generale.

Blumenthal ha così scritto (nella galleria Immagini a scorrimento, sopra, vedete il suo messaggio originale): “C’è mai stata qualche indicazione che la delegazione “statunitense” guidata dagli agenti israeliani Kushner e Witkoff avrebbe chiesto qualcosa di meno di una resa unilaterale totale da parte dell’Iran?
No.
Questi barbari conoscono solo la forza.”

Queste parole sono una pietra tombale sulla TREGUA e fanno capire molto bene la pressione (o ricatto oppure complicità) israelo-sionista sul governo USA, affinchè i burattini statunitensi proseguano la guerra fisica e di distruzione dell’Iran.

Insomma se TRUMP aveva avuto anche solo lontanamente (come mi era parso evidente e ve l’avevo detto) la volontà di fare affari con l’Iran, per lucrare sui pedaggi, nuovamente in DOLLARI, nello stretto di Hormuz (lui stesso aveva parlato di “Joint venture con l’Iran!), ora le “tirate di orecchie” di Netanyahu e dei suoi padroni sionisti sembrano aver riportato lui (e se necessario i suoi riporti governativi) sul binario della distruzione dell’Iran, ma non solo. Anche del danneggiamento dei paesi europei, “cattivi” poichè non sostengono apertamente Israele e che, meno dipendenti dalle risorse dell’Iran, pagano cosi tariffe astronomiche per Il Gas fornito proprio dagli USA. Quindi in fondo, seppure senza il lucro che potrebbe arrivare dagli Ayatollah, gli Yankees possono permettersi di prendersi impegni per una TREGUA e per accordi di pace e poi smentirsi senza problemi e cambiare impunemente le carte in tavola. D’altro canto quando mai hanno mantenuto fede ai loro impegni internazionali?

L’Iran dovrebbe quindi ascoltare ciò che anche un anonimo osservatore americano, in cui mi sono imbattuta, afferma apertamente a proposito dei negoziati tra Stati Uniti e Iran.

“Non si può negoziare con serial killer e ladri compulsivi, quindi non si può negoziare con l’establishment statunitense.

Tutto ciò che si può fare è guadagnare tempo per accumulare la forza fisica necessaria a difendersi dalla loro inevitabile e rinnovata violenza.

Se l’Iran pensa di poter ottenere qualcosa di più che guadagnare tempo per ricostruire e riarmarsi, sta commettendo un errore catastrofico.

L’idea che gli Stati Uniti si “preoccupino” della chiusura dello Stretto di Hormuz e “temano” che rimanga chiuso – e che in qualche modo ora tutto sia “diverso” – è in contrasto con la politica globale dichiarata e apertamente perseguita dagli Stati Uniti stessi: mantenere il primato ostacolando lo sviluppo del mondo multipolare, poiché è impossibile per gli Stati Uniti stessi tenere il passo, figuriamoci superare, con l’ascesa del mondo multipolare.

Gli Stati Uniti stanno già imponendo blocchi in altre parti del mondo e facendo saltare in aria oleodotti in Europa per creare e sfruttare crisi energetiche: cosa fa pensare che Hormuz sia “diverso”?

Gli Stati Uniti hanno bisogno di una pausa principalmente a causa della carenza di munizioni e dei limiti delle loro capacità militari, proprio come nel 2025.

Gli Stati Uniti usano i colloqui e i negoziati per una moltitudine di scopi personali, nessuno dei quali include la coesistenza, la pace o la stabilità.

Gli Stati Uniti cercano di guadagnare tempo per creare l’illusione della diplomazia, che a sua volta genera compiacimento tra le vittime e inizia persino a creare un nuovo pretesto per ulteriori guerre.

“Abbiamo dato loro un’altra possibilità, non l’hanno colta!”

Il tempo permette alle scorte di munizioni di ricostituirsi (le scorte statunitensi sono basse, ma mai azzerate) e agli Stati Uniti di mobilitare le capacità militari necessarie per sfruttare ciò che hanno imparato durante l’ultima ondata di aggressione.

Ciò crea anche una finestra di opportunità per gli Stati Uniti di attaccare l’Iran durante i “negoziati” attraverso i loro alleati (Israele in questo caso), garantendo agli Stati Uniti una plausibile negabilità.

Gli Stati Uniti usano i negoziati per mettere le loro vittime in una posizione di vulnerabilità prima di colpire ripetutamente.

Lo hanno già fatto, e ripetutamente, con l’Iran, e in precedenza con la Siria, la Libia e l’Iraq.

L’unico Paese che gli Stati Uniti avevano cercato di rovesciare e ora non possono più farlo, è la Corea del Nord, non per via dei negoziati, ma a causa della deterrenza nucleare nordcoreana, supportata dalla vicinanza della Cina e dalla sua disponibilità a sostenere gli amici nordcoreani.

Ciononostante, gli Stati Uniti mantengono programmi volti a sovvertire la Corea del Nord internamente e a isolarla a livello globale.

La Corea del Nord ha dimostrato la propria resistenza all’immutabilità degli Stati Uniti, non ha cercato di cambiarla, perché non può essere cambiata.

Tornando al Medio Oriente, se misure come le sanzioni, le limitazioni alle capacità militari e la presenza di truppe statunitensi vicino ai confini con l’Iran rimarranno in vigore, resterà anche l’intenzione degli Stati Uniti di sfruttare tutti questi vantaggi per ulteriori attacchi, a meno che non si crei una deterrenza sufficiente.

Guadagnare tempo per costruire tale deterrenza è saggio.

Pensare che i negoziati possano portare a cambiamenti o a modifiche di qualsiasi altra cosa non lo è.”

Insomma cosa possiamo aspettarci dagli USA nei prossimi giorni? E Cosa dal criminale israeliano Netanyahu e dai suoi soci? Proprio quel Netanyahu per Il quale      la Procura turca  ha chiesto, da poco, pene  da 1102 a 4596 anni di prigione e l’ergastolo (ma anche per altri 34 individui a lui collegati). Tutti sono accusati di crimini contro l’umanità, genocidio, privazione della libertà, maltrattamenti, danneggiamento di proprietà, rapina e sequestro di veicoli.

Insomma che aspettarci?

Nel frattempo il pirata Trump ne ha studiata un’altra, e come dicevo, non solo per colpire l’Iran, ma anche chi fa affari con gli Ayatollah e non si piega alle tariffe energetiche da usurai imposte dagli strozzini USA.

Trump ha annunciato il blocco navale americano dello Stretto di Hormuz
Il presidente americano Donald Trump ha dichiarato che, nonostante i colloqui di Islamabad siano “andati bene” su molti punti (ma davvero???), l’unico che contava – il programma nucleare iraniano – non è stato concordato. Con effetto immediato, la Marina degli Stati Uniti inizierà il blocco navale di tutte le navi che cercheranno di entrare o uscire dallo Stretto di Hormuz.
Trump ha accusato l’Iran di “estorsione”, ordinando alla Marina di intercettare qualsiasi nave che abbia pagato un “pedaggio illegale” a Teheran e di distruggere le mine nello Stretto. “Chiunque ci sparerà, o sparerà a navi pacifiche, sarà fatto saltare in aria”.

Ma non è lui che vuole sparare su pacifiche navi che transitano nello stretto dopo aver pacificamente pagato il dazio all’Iran? Solite incoerenze e dissonanze trumpiane…. Potete comunque vedere il suo messaggio originale scorrendo le Immagini della Galleria qui sopra…
Cose da matti…

Vi lascio, per ora, con una considerazione finale: con tutto quello che Trump sta provocando in termini di danni economici, esistenziali e di qualità della vita alla popolazione del mondo, anche a quella occidentale, come puó esistere ancora qualche Q-aniano trumpidiota che possa affermare con qualche prova (finta) che lui stia combattendo per noi contro il deep state? Come puó farneticare che Trump stia con Netanyahu, ma lo faccia per contrastare il sionismo e le lobbies ebraico-massoniche che sostengono le guerre nel mondo?

Q-aniani trumpidioti in malafede, andate a imbambolare le “scimmie” umanoidi, che ancora credono alle favolette del supereroe che ci salverà. Questo è quanto.

Al prossimo aggiornamento.

Anna…. Ma non è tutto…Leggete qui sotto la notizia passata 3 giorni fa in un totale silenzio…

L’amministrazione Trump sta considerando un piano per punire i membri della NATO che non hanno sostenuto gli Stati Uniti e Israele durante la guerra con l’Iran. (Ma Trump non era contro il deep state sionista???)

Secondo le fonti del WSJ, questo piano include il ritiro delle truppe americane da questi paesi e il loro dispiegamento in stati che hanno mostrato una maggiore disponibilità a sostenere l’operazione statunitense.

Quindi?

Quindi potrebbe succedere che in un prossimo futuro, il ruffiano stato italiano, sempre servile verso il “Badrone”, si trovi in casa sempre piú soldati USA: Che onore e che premio!!!

Altrochè ascoltare ancora i Q-aniani trumpidioti…

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