Attualità e PoliticaRiflessioni

Rappresaglia! Giù 10 palazzi per ogni drone!

Benvenuti in questo nuovo appuntamento con le Breaking News!

Rappresaglia! Giù 10 palazzi per ogni drone!

https://numero6.org/attualita/rappresaglia-giu-10-palazzi-per-ogni-drone/?aff=annaturletti

Le parole pronunciate nei giorni scorsi dal ministro delle Finanze israeliano Bezalel Smotrich hanno suscitato forti polemiche e profonde preoccupazioni sul piano etico, politico e giuridico.

In un contesto già segnato da una nuova escalation militare tra Israele e Hezbollah e prima ancora da continue uccisioni e violenze sioniste, ingiustificabili, contro i Palestinesi e anche contro i bambini, Smotrich ha dichiarato che “per ogni drone esplosivo, dieci edifici di Beirut dovrebbero cadere”, invocando e chiedendo apertamente al primo Ministro Netanyahu (il primo dei criminali internazionali Israeliani) una rappresaglia massiccia contro il Libano in risposta agli attacchi provenienti dagli Hezbollah in territorio libanese.

Si tratta di affermazioni che vanno ben oltre il linguaggio della deterrenza militare e che evocano, per molti osservatori non a libro paga delle lobbies sioniste, una logica di punizione collettiva.

Il principio espresso è semplice e inquietante: colpire infrastrutture e palazzi in una grande città abitata da centinaia di migliaia di civili come risposta ad azioni armate compiute da una milizia, che per altro risponde alle aggressioni dell’esercito di occupazione israeliano. Una concezione che richiama inevitabilmente alcune delle più tragiche pagine della storia europea del Novecento.

Il parallelo che molti hanno immediatamente richiamato è quello delle rappresaglie naziste durante la Seconda Guerra Mondiale. In Italia, uno degli esempi più noti fu la strage delle Fosse Ardeatine del 1944, quando il comando tedesco ordinò l’uccisione di dieci italiani per ogni soldato tedesco morto nell’attentato partigiano di Via Rasella. La logica era quella della responsabilità collettiva: non colpire i responsabili diretti, ma una popolazione più ampia per imporre paura e sottomissione.

Naturalmente i contesti storici sono differenti e non del tutto sovrapponibili. Tuttavia, il principio evocato dalle parole di Smotrich presenta analogie difficili da ignorare: una risposta quantitativa e sproporzionata che coinvolge inevitabilmente la popolazione civile e che considera la distruzione di edifici urbani come strumento di pressione politica e militare. Diversi esperti di diritto internazionale hanno più volte ricordato che la punizione collettiva dei civili è vietata dalle Convenzioni di Ginevra e costituisce una delle linee rosse fondamentali del diritto umanitario contemporaneo.

Le dichiarazioni del ministro israeliano arrivano mentre il conflitto lungo il confine libanese portato avanti da Israele continua a provocare vittime e distruzioni. Secondo numerose fonti internazionali, i bombardamenti israeliani in Libano hanno causato centinaia (addirittura migliaia) di morti negli ultimi mesi, oltre un milioni di civili libanesi sfollati, con gli Hezbollah che rispondono lanciando razzi e droni contro obiettivi militari israeliani.

A suscitare ulteriore dibattito è anche la reazione della comunità internazionale. Molti governi occidentali, che in altre circostanze hanno denunciato con forza minacce contro popolazioni civili, mantengono oggi una posizione estremamente prudente, se non addirittura complice. Le condanne esplicite sono rare, mentre prevalgono richiami generici alla de-escalation e addirittura ad un diritto di autodifesa israeliano, che ormai ha perso ogni credibilità. Questo atteggiamento viene percepito da numerosi osservatori come una forma di inerzia politica e complicità con il fronte sionista, di fronte a dichiarazioni che, provenendo da altri attori internazionali, probabilmente avrebbero generato reazioni molto più dure.

Anche una parte significativa dei grandi media occidentali, palesemente in mano a gruppi finanziari con basi o interessi o collusioni sioniste, è stata accusata di ignorare o di trattare queste affermazioni con minore severità rispetto a quanto avverrebbe se simili minacce fossero pronunciate da leader considerati avversari dell’Occidente.

La conseguenza è il rischio di una progressiva normalizzazione di un linguaggio che contempla apertamente la distruzione di aree civili come strumento di pressione militare, quando invece si tratta apertamente di un’azione evidente di strage e di pulizia etnica.

Al di là delle appartenenze politiche e delle posizioni sul conflitto israelo-libanese, resta una questione fondamentale: quando un rappresentante di governo propone la distruzione sistematica di edifici civili come forma di rappresaglia, il dibattito non riguarda soltanto la strategia militare. Riguarda il rispetto del diritto internazionale (che Smotrich dichiara non esistere quando c’entra il popolo “eletto” israeliano), la tutela delle popolazioni innocenti e il pericolo che principi considerati inaccettabili dopo la tragedia della Seconda Guerra Mondiale tornino a essere evocati nel linguaggio politico contemporaneo.

Certo è che Israele, oggi, è supportato apertamente e in primis dagli USA del colluso Trump e quindi, a fronte di ciò, riceve una costante giustificazione nei suoi ripetuti crimini contro civili e contro le Nazioni vicine.

Le ripetute violazioni dei diritti umani da parte del suo governo, non lo mettono tuttavia al riparo dal giudizio delle persone giuste che in numero sempre maggiore e sempre di piú lo ritengono colpevole e necessariamente da mettere presto sul banco degli imputati, di fronte ad un nuovo tribunale di “Norimberga”.

Vedremo se la “NEMESI” storica colpirà questa volta gli israeliani, creatori del presente OLOCAUSTO mediorientale.

Al prossimo aggiornamento.

Anna

 

ARTICOLI CORRELATI

Ti tolgono i contanti per controllare la tua libertà

Morris San

Era tutto programmato da 50 anni

Morris San

Londra: la più grande lavanderia di denaro sporco al mondo

Numero 6

“Dammi €10 Milioni e me ne vado”: Caos in Vaticano

Numero 6

I corpi dei santi: fenomeni inspiegabili tra mistero e miracolo

Numero 6

Il simbolo dell’occhio: le origini e il significato occulto

Numero 6

Scrivi un commento

Questo sito web utilizza Cookies per migliorare la tua esperienza. Se hai dubbi o domande riguardo la nostra privacy & cookies policy, visita la seguente pagina. Accetta Leggi più info