GOLPE in Iran, come in Ucraina! Breaking News
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GOLPE in Iran, come in Ucraina!
https://numero6.org/attualita/golpe-in-iran-come-in-ucraina-breaking-news/?aff=annaturletti
Ancora una volta c’entrano gli USA e Israele nel fomentare rivolte, violenze e crisi nel mondo, soprattutto nel Medio Oriente.
Queste nazioni hanno fatto il loro sporco lavoro in Iran, dove, hanno creato rivolte e morti inocenti, secondo chiare indicazioni delle autorità iraniane che hanno ampiamente documentato con foto e video (non mostrate dal mainstream occidentale), la presenza di violenti personaggi mascherati, armati fino ai denti, nell’atto di aggredire, di sparare sia contro la folla pacifica, Sia contro le forze dell:ordine (che per fortuna hanno risposto al fuoco anche se molti poliziotti sono stati uccisi), hanno assalito e bruciato moschee sciite (!!!), hanno vandalizzato negozi e beni pubblici.
Questo lavoro è stato pianificato quasi sicuramente dalla “lunga Mano” statunitense, con una strategia che mi ricorda ampiamente quella messa in atto in Ucraina contro il governo filorusso, nel 2014 con i “fattacci” della strage di piazza EuroMaidan.
Allora si diede la colpa alle forze governative, mentre da informazione emerse dopo si trattò di cecchini giorgiani Che spararono sia contro la folla pacifica sia contro la polizia, lasciando sulla Campo circa 100 morti. A quell’epoca la sceneggiata violenta creata ad hoc da Statunitensi e complici riuscì, e il Presidente Yanukovich dovete scappare in Russia, con la creazione di un fantoccio governo filoeuropeo e filooccidentale, con gli inizi delle persecuzioni alla comunità Russa del Donbass e con l’arrivo del corrotto attore e burattino Zelensky alla presidenza, e con la conseguente sanguinosa Guerra con la Russia, che ancora oggi vediamo.
In Iran No. La “ciambella con il buco” delle rivolte non è riuscita agli USA, nè agli Israeliani: il popolo iraniano è sceso in piazza compatto e in massa (video dimostrano molte migliaia di manifestanti) a favore del governo degli Ayatollah, contro I rivoltosi e killer esterni e contro un “Cambio di regime” che qualche tempo fa, quando lo mettevano in atto la Clinton e soci, Trump osava definire un fallimento politico.
Ora parruccone “doppia faccia” biondo, però, sta di nuovo cambiando opinione.
Lui e I suoi sostenitori sionisti si sono accorti che io colpo di stato non è riuscito e nascondono con difficoltà la delusione.
Da parte israeliana Sono comparse NEI giorni scorsi parole evidenti ..
Ehud Yaari del Canale 12 israeliano ammette che le manifestazioni non si espandono e che il regime di Teheran resta stabile, smentendo le previsioni dei media israeliani.
Le previsioni di un imminente crollo del regime iraniano diffuse dai media israeliani negli ultimi giorni sono state ampiamente esagerate, ammette Ehud Yaari, noto analista del Canale 12.
“Voglio scusarmi con gli spettatori e con me stesso. In questo momento non vediamo una crescita delle manifestazioni, né un’espansione della rivolta. La situazione non è paragonabile a quella del 1978-1979, prima dell’arrivo di Khomeini a Teheran”, ha dichiarato Yaari.
Secondo l’analista, le proteste, pur continuando, sono diminuite sia nel numero che nella partecipazione, concentrandosi principalmente nella capitale. Da centinaia di luoghi di protesta, oggi si contano circa dieci principali focolai, molti dei quali nell’area orientale di Teheran. La maggior parte delle manifestazioni rimane di medie dimensioni.
Regime stabile, apparati intatti
Yaari ha anche smentito le voci che davano per imminente la disgregazione del regime.
L’esercito regolare e i Guardiani della Rivoluzione funzionano regolarmente.
Non si registrano cedimenti nel Basij, la forza paramilitare iraniana.
Le divisioni governative o istituzionali non mostrano alcuna criticità.
Per quanto riguarda Reza Pahlavi, l’erede della dinastia Pahlavi, Yaari osserva che “i tentativi di assumere la guida della rivolta finora non hanno avuto successo”. “Per guidare una rivoluzione servono figure carismatiche e organizzazione. Al momento non ci sono segnali chiari su dove stia andando la situazione”, ha aggiunto Yaari.
Fattore clima e prospettive future
Yaari ha sottolineato come l’inverno rigido in Iran possa influire sulla partecipazione alle proteste.
“Ci vorranno settimane per capire se le rivolte potranno espandersi. Non aspettatevi cambiamenti drastici domani mattina”, ha avvertito.
Concludendo, l’analista ha espresso pubbliche scuse per le previsioni eccessivamente ottimistiche dei media israeliani: “abbiamo esagerato nell’affermare che la caduta del regime fosse imminente. Dobbiamo guardare ai fatti con realismo”.
Anche lato Trump la parole diffuse sono state secche, quasi infastidite…
Da un lato ha detto che “E’ ora di cercare una nuova leadership in Iran” d’altro canto ha dovuto affermare che ha le esecuzioni in Iran erano state sospese, e ha dovuto decidere di non attaccare l’Iran, cedendo alle pressioni ricevute sia in patria che all’estero. Molti dei suoi consiglieri gli hanno fatto notare i rischi di un raid e la mancanza di una potenza di fuoco adeguata per garantire la sicurezza delle truppe americane nell’area e proteggere Israele.
Secondo le ricostruzioni del Washington Post, Arabia Saudita, Qatar ed Egitto hanno contattato la Casa Bianca chiedendo moderazione e l’uso della diplomazia. Trump, più di tutto, ha però temuto che un attacco avrebbe potuto destabilizzare il Medio Oriente. “Gli piacciono operazioni come quella in Venezuela” per Nicolás Maduro; in Iran, invece, sarebbe stato più difficile, ha riferito un ex funzionario…
Ma la partita è tutt’altro che finita.
Da un lato sono state dirette sul social X pesanti ma circostanziate accuse da parte della guida islamica Khamenei contro agenti di USA e Israele, nel modo che segue “Hanno vandalizzato 250 moschee e oltre 250 centri educativi e scientifici. Hanno danneggiato la rete elettrica, le banche e le strutture sanitarie. Hanno ucciso diverse migliaia di persone”, mentre dall’altro lato la Casa Bianca ha risposto al governo iraniano sempre sui social, in modo minaccioso. Prima di tutto Gli Stati Uniti hanno reso noto di aver ricevuto “segnalazioni (da chi??? Ndr) secondo cui la Repubblica Islamica starebbe preparando opzioni per colpire basi americane”, avvertendo che “tutte le opzioni restano sul tavolo”. Lo ha reso noto il Dipartimento di Stato in un comunicato in farsi pubblicato su X, aggiungendo che Washington potrebbe ricorrere alla forza “se il regime della Repubblica Islamica attacca beni statunitensi” e ammonendo: “Non provocate il presidente Trump” e “Non scherzate!”
Insomma siamo nella fase, seppure pericolosa, delle schermaglie, ma Trump non ha ancora rinunciato all’attacco, come dimostra la decisione USA di spostare piú Navi e mezzi da Guerra dal Pacifico alla zona del Golfo.
E mentre I paesi UE blaterano di una sanguinosa repressione e fingono di non sapere che I morti tra i civili sono dovuti non alla polizia Iraniana, bensì alle uccisioni da parte dei rivoltosi infiltrati dall’Occidente sionista, Il governo iraniano fa sapere dati precisi. Per I morti nelle manifestazioni,
punta cioè il dito contro la minoranza Baha’i, accusandola di essere stata parte attiva durante l’ondata di proteste contro il governo. Secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa iraniana Tasnim, molti mebri della comunità sono stati arrestati e condannati per aver partecipato “alle rivolte”.La comunità Baha’i’, la più grande minoranza religiosa non musulmana in Iran, è regolarmente presa di mira dalle autorità. La Repubblica Islamica li considera eretici e “spie” legate a Israele, dove, ad Haifa, si trova la loro storica sede.
Bingo! Proprio in Israele, ma che combinazione!
Grazie a “misure operative e di intelligence è stata identificata una rete di 32 membri della setta di spie Baha’i’, attivi nelle rivolte e negli atti di vandalismo”, ha reso noto il ministero dell’Intelligence, citato da Tasnim. Dodici “agenti principali” sono stati arrestati, mentre altri 13 sono stati convocati dalla polizia. Questa rete, ha aggiunto, era attiva in tutto l’Iran, in particolare a Teheran, con “la loro roccaforte principale” situata a Mashhad.I Baha’i’ seguono gli insegnamenti di Baha’u’lla’h, nato in Iran nel 1817, che considerano un profeta e il fondatore della confessione.
E mentre l’Iran fa sapere che La sua polizia di sicurezza SAFA ha intercettato una spedizione di 60.000 armi (tra cui lame, coltelli, spade e machete!) destinate a Teheran per armare i rivoltosi/terroristi, gli USA vengono colti in fallo dal momento che Il Dipartimento di Stato americano, con messaggi in Farsi, sui social, sta intensificando i suoi reclutamenti di spie in Iran, promettendo ai cospiratori ricompense finanziarie fino a 15 milioni di dollari e trasferimenti.
USA e Israele sono insomma le piú grandi dittature del terrore e della destabilizzazione al Mondo, altro che democrazie!
Per ora è tutto.
Al prossimo aggiornamento.
Anna





4 comments
Aspettiamo l evoluzione.Grazie Anna
Ciao Sergio, grazie!
Ciao Marino, l’Iran non è un paese isolato.
Gentilmente aiutami a diffonderlo con il seguente link 👇🏻grazie!
https://numero6.org/attualita/golpe-in-iran-come-in-ucraina-breaking-news/?aff=annaturletti
Un caro saluto,
Anna
grazie per gli aggiornamenti che sono più veraci di quelli dei nostri media. Comunque USA e Israele non demorderanno dal loro progetto di instaurare una “democrazia” secondo i loro principi. Soltanto che l’Iran non è il Venezuela o la Siria o l’Iraq …. Sono sempre convinto che se l’Iran si fosse dotato di armamento nucleare a quest’ora non esisterebbe alcun problema!