Attacchi hacker ai tempi del Moscone 3
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Attacchi hacker ai tempi del Moscone

N
ei recenti mesi, la diffusione del moscone ha generato severe restrizioni in tutto il mondo, riducendo il contatto con i nostri cari, limitando il nostro quotidiano vivere e creando una sensazione di panico generale che psicologicamente parlando è altrettanto reale. 

Un altro lato, quello economico, vede le aziende reinventare il modo di produrre, di fatturare e di sopravvivere in questa micidiale situazione. 

Un ulteriore lato, legato a quello economico ma in parte anche a quello di ognuno di noi è l’incremento esponenziale di attacchi hacker e soprattutto del “phishing”, un fenomeno che, tramite false email, messaggi o notifiche ti invita a cliccare su link che poi si rivelano essere dannosi per i tuoi dispositivi e dati personali. 

 

Analizziamo quale sono gli aspetti che legano il diffondersi del Coronavirus con l’incremento dello spionaggio digitale e perchè è un serio pericolo. 

Phishing email ita

I primi soggetti attaccati: Gli ospedali

Proprio alla fine di Marzo, uno dei più importanti centri di test che si ha in Europa nonché Ospedale, nell’Università di Brno (Repubblica Ceca), ha ricevuto un attacco hacker gigantesco, mettendo a repentaglio migliaia di vite. 

L’ospedale ha subito un attacco “Ransomware”, che consisterebbe nel richiedere un riscatto una volta che dati e sistemi sono stati rubati. 

Numerosi operazioni e cure sono state sospese per giorni prima che il riscatto venisse pagato in moneta digitale.

Brno University Hospital

Lavori da casa? Sei un target facile

Alcuni lavori possono essere facilmente eseguiti da casa, quello che viene chiamato “Smart Working”. 

In teoria non potrebbero essere problemi ma, stare a casa implica due aspetti: 

1. La tua rete non è sufficientemente sicura

Almeno che tu non abbia una VPN e sistemi di protezione paragonabili a quelli dell’azienda in cui lavori, diventi un target facilmente attaccabile, anche da hacker alle prime armi. 

2. Il Social Distancing incrementa l’attività di hackeraggio

Con la forzatura indotta dal social distancing, si rimane a casa, annoiati e senza attività da fare. Qui subentrano studenti, ingegneri e figure che, avendo una conoscenza superiore alla media, esercitano il loro tempo alla ricerca di guadagnare qualcosa che, senza lavoro e nello stato attuale non riescono a guadagnare. 

Inoltre, lavorando da casa hai accesso alla tua rete di casa, quella rete a cui tutti sono collegati, dunque più facilmente rintracciabili che una rete privata aziendale con sistemi di filtraggio e protezione dei dati.

“Non c’è dubbio che alcune agenzie di intelligence trarranno vantaggio da questo”

-Jake Williams-
Ex hacker dell’ Agenzia di Sicurezza Nazionale Americana (NSA)

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