Divisione tra scienza e politica
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Divisione tra la scienza e le decisioni politiche: Relazione Prof. Marco M. Capria

Covid-19 e SARS-Cov-2

Il covid-19 è una sindrome simil influenzale che è stata dichiarata all’OMS (= Organizzazione Mondiale della Sanità) dal governo cinese il 31 dicembre 2019 e identificata l’8 gennaio 2020 come dovuta a un coronavirus denominato SARS-CoV-2 (d’ora in poi, per brevità: cov-2). È dalla Cina che si sarebbe diffusa nei paesi europei, arrivando in Italia a febbraio. Questa versione dei fatti è stata quella ufficiale per diversi mesi, ma oggi sappiamo che in Italia il cov-2 era in circolazione almeno da novembre (si veda anche qui). Ma che cosa sappiamo del cov-2 stesso e della sua relazione con il covid-19? Questo virus è stato mai coltivato, purificato e sperimentalmente dimostrato capace di provocare il covid-19 in un essere umano?

La risposta è no (c’è un’ampia documentazione al riguardo). Ma questo non significa che non esista il covid-19 in quanto sindrome simil influenzale associata talvolta a complicanze fatali (come tutte le similinfluenze, compresa ovviamente l’influenza). Ciò che si mette in dubbio è che il cov- 2 ne sia il principale fattore causale, anche nell’ipotesi che si possa considerare correttamente identificato da un punto di vista virologico.

Questa distinzione non è solo importante sotto il profilo scientifico, ma anche a livello di interventi sanitari.
Se il cov-2 (virus) è la causa del covid-19 (sindrome similinfluenzale), allora

  1. identificare e isolare i contagiosi e
  2. prevenire il contagio
    è una strategia scientificamente fondata per evitare il dilagare dell’epidemia. Tuttavia, anche assumendo certa la relazione causale tra cov-2 e covid-19, l’effettivo impatto del covid-19 sulla mortalità in una certa popolazione dipenderebbe da:
  3. le condizioni individuali, epidemiologiche e sanitarie che favoriscono l’insorgenza di complicanze;
  4. la capacità di curare le complicanze del covid-19.

È solo se ci si dichiara incapaci di intervenire sulle condizioni (3), e se si nega (4) come si è fatto sistematicamente (cioè si dichiara invalida ogni terapia proposta anche se  efficace sul campo) che la strategia (1)-(2) assume la centralità che in questi mesi il governo italiano ed altri governi le hanno conferito.

Scienza e decisioni politiche

Non basta però sapere quello che andrebbe fatto per poterlo e saperlo realizzare. Anche una strategia scientificamente fondata per evitare un male può causarne altri di tale entità da essere politicamente, giuridicamente, eticamente inaccettabile.

Come diceva Bernard Shaw, per rifare l’urbanistica di Londra secondo uno stile più funzionale ed esteticamente adeguato, un primo passo scientificamente fondato sarebbe stato, seguendo un noto esempio dell’antichità, incendiarla. Prima di riderci su, riflettiamo che questo è ciò che si può dire che abbia fatto il governo italiano con l’economia, i diritti civili, la socialità del nostro Paese.

In secondo luogo, se una strategia che, a priori, è scientificamente fondata risulta fallimentare alla prova dei fatti, non solo questo è un interessante problema scientifico, ma i decisori politici devono trarne le conseguenze, senza poter demandare alla “scienza” la soluzione del loro problema.

Per esempio, il 18 dicembre il presidente del consiglio Giuseppe Conte ha risposto a una giornalista, che – rara avis – gli ha posto domande intelligenti sull’elevato numero di morti in Italia nonostante le misure restrittive, che «qui la politica dismette il proprio ruolo e affida la risposta alla scienza».

Con ciò Conte ha dimostrato ancora una volta la propria inadeguatezza, intellettuale e politica, per il ruolo che riveste. Il segno più chiaro è riferirsi alla «scienza» su un tema come quello della pandemia covid-19 come se ci si riferisse a un oracolo invece che a un dibattito in corso che si esprime con voci fortemente discordanti. Simulare l’univocità delle risposte della scienza censurando le voci, per quanto professionalmente autorevoli, che dissentono dal Comitato tecnico- scientifico del governo è semplicemente un’impostura.

Che il covid-19 sia stata «La più grande beffa mai perpetrata su un pubblico credulone» non l’ha detto il primo che passa, ma uno dei massimi patologi statunitensi a una commissione governativa.

Che la «seconda ondata» sia stata una messinscena fondata su test fallaci lo ha detto un ex principale consulente scientifico della Pfizer (quella del vaccino anti-covid-19, per intenderci).

Che le misure di blocco dell’economia e della società siano controproducenti è sostenuto in una lettera aperta di medici e sanitari belgi del 5 settembre 2020, e dai firmatari (al momento più di 712.000 cittadini, più di 13.000 scienziati medico-sanitari, più di 39.000 medici) della Dichiarazione di Great Barrington, lanciata il 4 ottobre 2020. E la gestione del covid-19 in Bielorussia indica che anche in Europa senza blocco dell’economia e della società si è riusciti a ottenere risultati molto migliori che da noi o in Gran Bretagna.

Si potrebbe continuare a lungo elencando altre prese di posizione, ma ciò basta a dimostrare la falsità della pretesa che la comunità medico-sanitaria sia d’accordo con le misure adottate da governi come quello italiano.

In altre parole: non c’è una scienza univoca del covid-19 e non c’è neppure un’unica strategia sanitaria che sia stata adottata da tutti i governi.


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  • «La più grande beffa mai perpetrata su un pubblico credulone»…che dire…
    Considerazioni del tutto lecite.Grande esperimento sociale. Siamo in un mondo di pazzi criminali e la pazzia sta contagiando l’umanita’. Rimaniamo il piu’ possibile centrati e colleghiamoci alle forze di luce!

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